El Niño potrebbe raddoppiare nei prossimi 100 anni

Gli eventi climatici catastrofici legati a questo particolare fenomeno potrebbero duplicare la loro frequenza nel prossimo secolo. Principale causa: il riscaldamento globale

©Christopher Michel/Wikimedia Commons

La notizia – diffusa dal quotidiano britannico «The indipendent» – è che alcuni scienziati della US National Oceanic and Atmospheric Administration hanno per la prima volta rilevato in uno studio un possibile legame tra l’aumento delle temperature globali e le manifestazioni estreme di El Niño, evento climatico che nel 1997-1998, ha ucciso fino a 23 mila persone in tutto il mondo, causando danni stimati tra 22 e 28 miliardi di sterline.

Una corrente cruciale

Capace di portare piogge torrenziali e inondazioni a una parte del mondo, e siccità catastrofiche o incendi boschivi dall’altra, El Niño potrebbe raddoppiare la frequenza delle sue occorrenze peggiori nei prossimi 100 anni a causa del riscaldamento globale, poiché tali manifestazioni risultano più probabili quando le temperature superficiali del mare superano i 28 gradi centigradi nelle acque solitamente fredde del Pacifico equatoriale orientale. La previsione, per nulla rassicurante, deriva dal cambiamento dei modelli climatici recenti e, particolarmente, di quelli delle precipitazioni piovose, a seguito del degli eventi estremi avvenuti nel 1982-83 e 1997-98 .

Fenomeni atmosferici periodici

El Niño-Oscillazione Meridionale, conosciuto anche con la sigla ENSO (El Niño-Southern Oscillation),  è un complesso di fenomeni atmosferici periodici che provoca infatti precipitazioni piovose intense nell’area del Pacifico equatoriale orientale, dove le condizioni di freddo e asciutto normalmente prevalgono, e intensa siccità nelle regioni equatoriali occidentali del Pacifico, tra cui l’Australia. In spagnolo letteralmente significa “il bambino”, ma deve il suo nome all’accezione di “Gesù bambino”, perché identificato dai pescatori peruviani in coincidenza con il Natale, e si verifica mediamente ogni 5 anni, ma con un periodo variabile fra i tre e i sette anni, nei mesi di dicembre e gennaio.