Finanza etica

Europa, tempesta sul carbon market

Dal 2008 ad oggi le imprese europee hanno accumulato un eccesso di crediti di emissione di CO2 che ne ha spinto al ribasso il valore di ...

Di Matteo Cavallito


Entro il 2016 le imprese europee potrebbero dover far fronte a una significativa carenza di crediti di emissione della CO2 per un ammontare di circa 100 milioni di permessi. Lo rende noto Bloomberg citando un’analisi di Goldman Sachs. Il divario, per un controvalore di mercato pari a quasi 650 milioni di euro, si contrappone a un avanzo da 2, 1 miliardi registrato nel 2012 quando le imprese avevano accumulato crediti sulle emissioni complessive.

 

Lo schema è quello classico del “cap and trade”, uno sistema basato sull’istituzione di un limite sulla quota massima di emissioni (cap) che viene divisa e distribuita ai singoli operatori. Chi “immette” meno di quanto sia autorizzato a fare trasforma la differenza in un credito che può essere venduto (trade) a chi intende superare la propria soglia. Dal 2008 ad oggi, nota Bloomberg, le imprese europee hanno accumulato un eccesso di credito che ha spinto al ribasso il prezzo dei permessi di emissione. Ma ora nelle intenzioni della Commissione Europea c’è la duplice intenzione di alzare i prezzi e ridurre l’ammontare complessivo dei permessi per disincentivare l’uso di combustibili fossili. Nel dettaglio, la Commissione ridurrà la distribuzione di permessi gratuiti del 12% entro il 2020 e ridurrà il cap delle emissioni ad un ritmo dell’1, 7% all’anno.

 

La mossa, seppur coerente dal punto di vista della tutela ambientale, rischia di provocare importanti conseguenze sul mercato a cominciare dalla speculazione al rialzo sui derivati. È il caso dei futures, i contratti che garantiscono il diritto di comprare un certo ammontare di credito di CO2 ad una certa data secondo un prezzo prefissato. Quando il trend viaggia al rialzo i prezzi dei futures aumentano alimentando a loro volta la speculazione. Secondo la banca UBS, il prezzo di un contratto future per un singolo credito di emissione potrebbe più che raddoppiare da qui al prossimo anno attestandosi a quota 15 euro per tonnellata.

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