Expo: dalla Carta di Milano sparisce la finanza

Speculazione finanziaria e corsa alla terra. Sono questi i due grandi assenti della Carta di Milano, il documento sul diritto di accesso al cibo e ...

Speculazione finanziaria e corsa alla terra (land grabbing). Sono questi i due grandi assenti della Carta di Milano, il documento sul diritto di accesso al cibo e all’acqua lanciato alla vigilia di Expo e che della manifestazione, secondo le intenzioni, dovrebbe costituire la principale eredità programmatica. È la denuncia delle campagne Sulla fame non si specula ( SFNSS) e ZeroZeroCinque che, in una nota congiunta, hanno criticato proprio la sparizione dei due temi dal testo definitivo.

 

L’assenza di ogni riferimento diretto alla speculazione finanziaria e al land grabbing, notano gli attivisti, contrasta con i riferimenti espliciti contenuti all’interno del cosiddetto “Protocollo di Milano” sull’alimentazione e la nutrizione (“Le parti si impegnano a identificare e proporre leggi per disciplinare la speculazione finanziaria internazionale sulle materie prime e la speculazione sulla terra, oltre che a proteggere le comunità vulnerabili dall’accaparramento della terra (land grabbing)” si legge nel Protocollo).

 

Promosso dal Barilla Center for Food and Nutrition con la collaborazione altri esponenti della società civile, il Protocollo è citato dalla stessa Carta di Milano nell’elenco delle fonti pur in assenza, notano gli attivisti, di una continuità sostanziale tra i due documenti. “Certo, (Protocollo e Carta, ndr) non dovevano essere per forza la stessa cosa” spiega la nota SFNSS/ZeroZeroCinque. “Ma l’iniziativa partita da Fondazione Barilla aveva coinvolto organizzazioni della società civile, università ed esperti attraverso una piattaforma condivisa, il Protocollo era stato presentato al governo italiano lo scorso novembre che lo aveva pienamente appoggiato, e pareva dovesse esserci continuità fra questo documento e la Carta di Milano. Così non è stato”.

 

“La sparizione del riferimento alla speculazione finanziaria sul cibo e sulle materie prime nella carta di Milano è l’ennesima dimostrazione che il problema numero uno dell’economia globale è la sudditanza del potere politico e delle istituzioni a lobby finanziarie più grandi degli Stati” ha dichiarato Leonardo Becchetti, professore di economia politica all’Università degli Studi di Roma e tra i promotori della Campagna 005. “Assistiamo – aggiunge – allo scandalo di una parte del mondo finanziario arrogante ed autoreferenziale che non si rende minimamente conto di come meglio potrebbero essere usate le immense risorse a disposizione per salvare vite umane e promuovere sviluppo sostenibile. Ma salvare vite umane è meno importante che disturbare manovratori che scommettono con algoritmi ad alta frequenza enormi somme di denaro e accaparrano risorse alimentari col solo scopo di speculare sui prezzi del cibo”.

Foto: Toni Ajtovski (Wikimedia Commons)