Fame nel mondo: luci e ombre dal rapporto 2016

Secondo l’Indice Globale della Fame 2016 pubblicato stamani da Cesvi,  il Pianeta è ben lontano dal raggiungimento dell’Obiettivo ‘Fame Zero’ entro il 2030 indicato nell’Agenda 2030 ...

Di Martina Valentini
Zimbabwe - Archivio Cesvi
Zimbabwe – Archivio Cesvi

Secondo l’Indice Globale della Fame 2016 pubblicato stamani da Cesvi,  il Pianeta è ben lontano dal raggiungimento dell’Obiettivo ‘Fame Zero’ entro il 2030 indicato nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite

Infatti, se il livello di fame dovesse diminuire allo stesso tasso registrato dal 1992 ad oggi, nel 2030 più di 45 Paesi – tra cui India, Pakistan, Haiti, Yemen, e Afghanistan – avrebbero ancora un livello di fame tra il “moderato” e l’“allarmante”. Il numero di persone che soffrono la fame nel mondo resta quindi molto alto. I denutriti cronici sono circa 795 milioni, un bambino su quattro è affetto da arresto della crescita e l’8% da deperimento.

Repubblica Centraficana e Ciad
I due paesi con i punteggi più alti di GHI di quest’anno sono la Repubblica Centrafricana e il Ciad. Questi due paesi hanno anche registrato una riduzione percentuale della fame relativamente bassa rispetto al 2000. Nella Repubblica Centrafricana, la violenza e gli sfollamenti di massa causati da quattro anni di guerra civile hanno inciso pesantemente sulla produzione alimentare. Il Ciad, che a sua volta ha avuto una lunga storia di guerra civile, ha subito un deterioramento della sicurezza alimentare dovuto al recente afflusso di profughi e agli eventi climatici estremi. cesvi-limpopo_ph-andrea-frazzetta

Piccoli segnali di miglioramento
Rispetto al 2000, 22 paesi hanno compiuto notevoli progressi, riducendo il proprio punteggio di GHI del 50% o più. Settanta paesi, inoltre, hanno registrato buoni risultati, facendo scendere i propri punteggi di una percentuale compresa tra il 25, 0 e il 49, 9%; mentre 22 paesi hanno diminuito il proprio GHI di meno del 25, 0%. Nonostante questi miglioramenti, 50 paesi continuano a soffrire livelli di fame gravi o allarmanti.

L’impegno del CESVI
Questi alcuni dei risultati inclusi nell ’Indice Globale della Fame (#GHI2016), giunto al suo undicesimo anno di pubblicazione – curato da CESVI – che registra lo stato della fame in 118 Paesi e si inserisce nel quadro del nuovo paradigma dell’ Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che propone una visione olistica e trasformativa di sviluppo e richiede una collaborazione tra tutti gli attori della società, dai governi alle Nazioni Unite, dalle imprese ai singoli cittadini. Il messaggio di quest’anno, Obiettivo Fame Zero, basato sull’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 2, è un’esortazione a “porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile”.

Il rapporto completo è scaricabile qui: rapporto Cesvi 2016 INDICE GLOBALE DELLA FAME, OBIETTIVO FAME ZERO

@lamarty_twi

Iscriviti alla newsletter

Il meglio delle notizie di finanza etica ed economia sostenibile