Fisco, altri governi cercano un accordo con Berna sul modello tedesco

L’accordo siglato tra la Svizzera e la Germania potrebbe costituire solamente il primo di molti altri all’interno dell’Unione europea...

L’accordo siglato tra la Svizzera e la Germania potrebbe costituire solamente il primo di molti altri all’interno dell’Unione europea. I governi di Vienna ed Atene, ad esempio, hanno già intavolato discussioni ufficiali con la nazione alpina al fine di definire un’intesa sulla questione della tassazione dei capitali conservati da propri cittadini presso le banche elvetiche.

A confermarlo è il quotidiano economico francese Les Echos, che sottolinea come la stessa Svizzera abbia lasciato intendere come altri Paesi possano seguire il «modello svizzero-tedesco», che prevede in particolare che gli istituti di credito della Confederazione siano incaricati di trattenere un’imposta sui ricavi da capitale ottenuti dai propri clienti, trasferendone il ricavato alle casse pubbliche della Germania. Quest’ultima, in cambio, rinuncia a pretendere di conoscere i nominativi dei cittadini “fiscalmente infedeli”.

Oltre ad alcuni governi, anche la Commissione europea sta tentando di far passare tale criterio all’interno di una direttiva sulla fiscalità del risparmio che è attualmente in discussione. Occorrerà però superare la contrarietà di due Paesi membri: l’Austria e il Lussemburgo. L’obiettivo di Algirdas Sameta, commissario europeo responsabile delle questioni fiscali, è di armonizzare la questione a livello comunitario, evitando che ciascun governo sigli con Berna un proprio accordo, a condizioni diverse per ciascuno Stato.