Speculazione

Fondi Ue, scandalo Italia: il 60% ottenuto illegalmente

La denuncia è dell'Ufficio Impatto del Senato. Al Sud si concentra l'85% delle truffe. Un danno per la credibilità dell'Italia e lo sviluppo economico

Di Emanuele Isonio

Per carità di Dio, meglio che non lo sappia il commissario europeo per il Bilancio. Günther Oettinger già non appare tra i migliori amici del nostro Paese. Se leggesse quanto emerge dai controlli della nostra Guardia di Finanza sui fondi Ue spesi in Italia tra il 2014 e il 2016, vedrebbe suffragati i suoi dubbi anti-italiani. E almeno in questo caso sarebbe difficile dargli torto.

In ogni caso, è bene usare quei numeri per un sano esame di coscienza nazionale. Perché lo scandalo dovrebbe produrre una sana vergogna. Partiamo da un dato impressionante: in Italia, ogni 10 contributi concessi grazie ai fondi comunitari, 6 sono chiesti e ottenuti in modo illegittimo. A rivelarlo, basandosi proprio sui calcoli delle Fiamme Gialle, è un succoso dossier realizzato dall’Ufficio valutazione impatto del Senato.

77 miliardi nel mirino

Il problema non è per nulla marginale.”Tra 2014 e 2016 – si legge nel rapporto – la Guardia di Finanza ha eseguito 12.838 interventi, controllando circa 2,4 miliardi di contributi. L’ammontare di irregolaritàèrisultato pari a quasi 1,5 miliardi.5.521 persone sono state denunciate per truffa aggravata, malversazione e indebita percezione di risorse europee. Gli arresti sono stati 71. Sono state avanzate proposte di sequestro per 587,4 milioni di euro ed eseguiti provvedimenti cautelari reali per 196,2 milioni”.

L’incidenza del fenomeno è preoccupante, anche per il futuro. I fondi che l’Unione europea concederà nei prossimi anni all’Italia sono infatti tutt’altro che spiccioli. Nel periodo 2014-2020, il bilancio Ue ci riserva 77 miliardi di euro. Tanto per fare un confronto: per scongiurare l’aumento dell’Iva nel 2019 di miliardi ne servono “appena” 12,5. Di quei 77 miliardi, 46,5 saranno destinate alle politiche di coesione e 31 per la Politica agricola comune.

Sud maglia nerissima

Due fondamentali strumenti per lo sviluppo economico. Inutile dire che truffe, falsificazioni, frodi e illegalità varia (nelle quali spesso si rintracciano le mani delle connivenze mafie-imprenditori senza scrupoli) sono macigni verso l’aumento del benessere, soprattutto per le aree più depresse del nostro Paese. Anche perché le richieste e le concessioni illegittime hanno una connotazione territoriale ben precisa. Il picco di irregolarità è nelle regioni meridionali. Nel Mezzogiorno si registra l’85% delle frodi sui fondi strutturali. Nel caso di agricoltura e pesca invece il titolo di peggiore della classe va al Centro, dove si verifica quasi la metà dei casi.

Le tracce degli imbrogli

Per fortuna, truffe e comportamenti illeciti, anche se ben congeniati, spesso lasciano tracce. Ed è seguendo queste tracce che la GdF riesce a scovare i furbetti dei fondi Ue. “Indici di anomalia” li chiama il rapporto. Che possono “essere considerati sintomatici di potenziali pratiche fraudolente”:

Uso di persone anziane o disabili mentali come prestanome da indicare nel ruolo di amministratori delle società, false polizze fidejussorie, false dichiarazioni di una particolare coltivazione, richiesta di finanziamenti sproporzionati rispetto alle potenzialità del richiedente, presenza nel management delle società di pregiudicati per reati gravi o di stampo mafioso.

E c’è poi l’ampio utilizzo di consulenti e professionisti esterni “che – spiega il rapporto del Senato – che si sono affermati nell’ambiente locale come veri e propri specialisti nell’acquisizione di erogazioni pubbliche, che spesso in realtàsfruttano contatti, metodi e tecniche d’intervento chiaramente finalizzati a porre in essere attivita illecite“. In pratica i faccendieri ben noti nel catalogo dell’italica furbizia.

Recuperi-lumaca

A peggiorare una situazione a tinte fosche c’è il capitolo recuperi. Le somme indebitamente percepite molto spesso rimangono dove sono. Al 30 giugno 2017, i dati del COLAF (il Comitato per la lotta contro le frodi comunitarie) certificano che “su 322,6 milioni di euro indebitamente percepiti tra il 2008 e il 2016 ne sono stati recuperati 74,4. Altri 248,2 milioni sono ancora da recuperare”. Appena il 23%. E se lo sguardo si concentra all’ultimo anno di cui si hanno numeri (il 2016) la percentuale scende ancora: appena 8,7 milioni recuperati su 60,1 concessi. il 14% del totale.

Frodi alla Ue: solo il 14% viene recuperato.
Non solo una questione di giustizia e di indiretto sostegno agli imprenditori onesti. I mancati recuperi infatti vengono “sanzionati” da Bruxelles. Scrivono i ricercatori del Senato: “Se infatti lo Stato non provvede nei termini stabiliti (a recuperare i fondi, ndr), la Commissione storna l’ammontare dei recuperi non andati a buon fine dall’importo dei finanziamenti previsti”. Un principio difficilmente eccepibile: i tuoi cittadini truffano e per di più tu non sei in grado di recuperare i soldi? E io ti taglio i fondi…

 

 

 

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