Appuntamenti

Foreste sparite, decine di scienziati in Italia per spiegare cosa rischiamo

L'associazione Greenaccord organizza a San Miniato il 15° Forum internazionale dell'Informazione ambientale. Obiettivo: formare i giornalisti sulle cause della deforestazione e sui danni che provoca

Di Emanuele Isonio
Foresta in fiamme, (immagine Free Commons Wikimedia)

Se vi piace la geografia, non dovreste avere difficoltà a immaginare un territorio vasto come l’Egitto: 940mila chilometri quadrati di estensione. È una superficie tre volte più grande di quella dell’ltalia. Ed è anche la quantità di foreste naturali che la Terra ha perso nell’ultimo decennio. Una progressione drammatica che non accenna a diminuire nonostante appelli e campagne di sensibilizzazione. Il 2017 è infatti stato un anno pessimo: il secondo peggiore nella storia, secondo il Wri – World Resources Institute e l’università del Maryland, che con le loro mappature satellitari hanno potuto verificare come la perdita di alberi sia raddoppiata dal 2003, mentre la deforestazione nelle foreste pluviali è raddoppiata dal 2008. Cosa vuol dire?

In pratica, ogni minuto che passa, il mondo perde un’area come 40 campi da calcio. Il doppio di quelli della Serie A italiana.

Il problema non è solo ambientale. Meno alberi vogliono dire meno armi contro il cambiamento climatico, l’inquinamento, il dissesto idrogeologico, meno cibo per milioni di persone costrette così a migrare dai territori d’origine, più gas serra nell’atmosfera, più danni sanitari e per la biodiversità.

Emergenza sottovalutata

Eppure, la centralità del tema, attorno al quale ruotano enormi interessi economici da parte dei big dell’agroindustria, sembra sottovalutata dall’opinione pubblica. È per questo motivo che l’associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus, che da decenni si occupa di migliorare il livello della preparazione scientifica degli operatori dei media, dedicherà al “Respiro della Terra: le foreste” il suo 15° Forum Internazionale per la Salvaguardia della Natura, che si terrà quest’anno a San Miniato (Pisa) dal 7 al 9 marzo prossimi e sarà organizzato in collaborazione con la Regione Toscana e San Miniato Promozione.

«Il Forum – spiega il presidente, Alfonso Cauteruccio – intende offrire ai 100 giornalisti invitati, provenienti da una quarantina di Paesi, una riflessione sulla funzione delle foreste come elemento fondamentale della salute generale del pianeta, dell’equilibrio della biosfera terrestre, della tutela dei popoli indigeni che vi dimorano e delle strategie di mitigazione dei cambiamenti del clima».

Esperti di fama mondiale

A prendere parte ai 3 giorni di evento, patrocinato dall’Unesco, saranno scienziati, economisti, climatologi, esperti di deforestazione, che nelle loro relazioni fotograferanno lo stato di salute delle foreste mondiali e evidenzieranno i fattori sociali, economici e ambientali che più danneggiano il patrimonio forestale terrestre. Un appuntamento utile per ricordare dati spesso ignoti a media e opinione pubblica. Come l’incidenza di produzioni quali olio di palma e soia nel taglio di foreste tropicali, che in alcune regioni mondiali come Latinoamerica e Sud-Est asiatico superano il 60%.

Deforestazione suddivisa per fattori causali nelle diverse aree mondiali. Periodo 2001-2015. FONTE: WRI
Deforestazione suddivisa per fattori causali nelle diverse aree mondiali. Periodo 2001-2015. FONTE: WRI

Come si calcola il valore di una foresta?

La prima giornata di lavori sarà dedicata a quantificare il valore ecologico ed economico delle foreste: qual è il loro stato di salute? quale ruolo hanno nella lotta al climate change? Come incidono nella tutela della biodiversità? Com’è quantificabile il loro valore ecosistemico? Qual è l’apporto economico dei parchi italiani? E come si può aumentare la sostenibilità nel mercato mondiale del legno?

Tante domande alle quali risponderanno, tra gli altri:

  • Riccardo Baffoni, coordinatore della campagna foreste per l’Environmental Paper Network;
  • Riccardo Valentini, direttore del CMCC (Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti climatici);
  • Jinfeng Zhou, Segretario Generale della China Biodiversity Conservation and Green Development;
  • Salina Abraham, già presidente dell’IFSA (International Forestry Students’ Association);
  • Mette Wilkie, capo della sezione Forest Policy and Resources della FAO;
  • Davide De Laurentis, vicecomandante Unità forestali ambientali e agroalimentari dei Carabinieri.

Che si fa davvero per tutelarle?

La seconda giornata di lavori sarà invece l’occasione per fare il punto sulla situazione delle foreste nelle diverse aree mondiali e per capire che azioni si stanno mettendo in atto per contrastare il fenomeno della deforestazione. Tra i relatori:

  • Teresa Muthoni Maina Gitonga, coordinatrice dell’International Tree Foundation;
  • Andrey Laletin, presidente di Friends of the Siberian Forests;
  • Woro Supartinah, del Network for Riau Forest Rescue in Indonesia.

La giornata conclusiva dei lavori, sabato 9 marzo, vedrà invece un focus specifico sul bacino amazzonico, cuore verde del mondo, dal quale dipende non solo la sopravvivenza di centinaia di migliaia di specie vegetali e animali, ma anche la possibilità reale di ridurre il riscaldamento globale entro limiti adeguati.

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L’area amazzonica sarà anche il tema del prossimo Sinodo dei Vescovi convocato da Papa Francesco per il mese di ottobre 2019. Per tale motivo, interverranno:

  • Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei Vescovi;
  • Mauricio López, segretario esecutivo del Red Eclesial por l’Amazonía;
  • Bruno Ratti, presidente della Geoknowledge Foundation;
  • Fritz Hinterberger, direttore scientifico del SERI (Sustainible Europe Reserch Institute).

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