Fotovoltaico, Cina “ottimista” sul dialogo con l’Europa

Continua il dialogo tra la Cina e l’Unione Europea, che ha imposto dazi doganali sui pannelli solari di importazione asiatica. Ma le autorità cinesi ...

Continua il dialogo tra la Cina e l’ Unione Europea, che ha imposto dazi doganali sui pannelli solari di importazione asiatica per tutelare il proprio mercato interno, minacciato dalla concorrenza. Ma le autorità cinesi sono ottimiste e contano di riuscire a risolvere la questione nell’arco di un mese.
A riportarlo è l’agenzia Reuters, che cita le dichiarazioni rilasciate ieri da Sun Guangbin, segretario generale del dipartimento per il solare della Camera di commercio cinese per le importazioni ed esportazioni di macchinari e prodotti elettronici, che rappresenta le aziende del Paese asiatico. «Riteniamo di avere grandi possibilità di sciogliere la contesa – ha affermato -. Siamo molto ottimisti a proposito della direzione nella quale ci stiamo muovendo». Ha preferito non commentare le indiscrezioni diffuse dalla stampa di Shanghai, per cui la Cina avrebbe proposto all’Europa di imporre un tetto (pari a 10 GW) al volume annuale di esportazioni di moduli fotovoltaici, oltre a un prezzo minimo di 50 centesimi di euro per watt. I dazi, stando a questa proposta (ancora da confermare), sarebbero applicati soltanto a tutte le esportazioni che superano tali limiti.
Non si tratta di una questione di poco conto. È in gioco infatti un mercato che vale 21 miliardi di euro. I dazi imposti dall’Unione europea per ora sono pari all’11, 8%, ma a partire dal 6 agosto, se le due parti non raggiungeranno un accordo, arriveranno al 47, 6%, di fatto bloccando per la Cina l’accesso al mercato del Vecchio Continente.