FT, Argentina: è sempre allarme riserve

Dopo il default di luglio, il governo si trova tuttora bloccato nell’interminabile partita dei negoziati con i celebri creditori “dissidenti” guidati dal fondo hedge ...

Di Matteo Cavallito


L’Argentina? Ha bisogno di dollari. Tanti e in fretta, possibilmente, per evitare guai peggiori in un contesto finanziario tutt’altro che rassicurante. Lo segnala il Financial Times. Dopo il default di luglio, l’ottavo della storia del Paese, il governo si trova tuttora bloccato nell’interminabile partita dei negoziati con i celebri creditori “dissidenti” guidati dal fondo hedge Elliott Capital. In estate, la sentenza della corte di New York, favorevole a questi ultimi, ha di fatto bloccato, in attesa di un accordo definitivo tra le parti, la possibilità del governo di ricorrere al mercato per il finanziamento della spesa pubblica. Un ostacolo reso ancor più complicato dalla persistente inflazione e dalla scarsa disponibilità di valuta estera.

 

L’ Argentina però non sembra intenzionata a chiudere rapidamente la partita. Il presidente Cristina Fernández, che lascerà l’incarico il prossimo mese di ottobre, non vorrebbe fare troppe concessioni ai fondi, anche se un eccessivo prolungamento della trattativa, nota il quotidiano britannico, rischia di danneggiare ulteriormente l’economia del Paese con il rischio di costringere quest’ultimo ad accettare condizioni peggiori al momento dell’accordo definitivo. L’ammontare totale delle riserve d Buenos Aires, ricorda il FT, si aggira sui 31 miliardi di biglietti verdi, un terzo dei quali derivante da uno swap valutario con la Cina. Il deprezzamento delle materie prime sui mercati, soia in particolare, rappresenta un problema per l’economia. Ma il crollo del prezzo del petrolio – il valore di mercato del barile si è più che dimezzato negli ultimi sette mesi – potrebbe determinare uno sconto da 3 miliardi di dollari sulla “bolletta energetica” del Paese. Una boccata d’ossigeno fondamentale.

 

Foto: J Kikuchi (Wikimedia Commons, dominio pubblico)

Iscriviti alla newsletter

Il meglio delle notizie di finanza etica ed economia sostenibile