Energia

GB, deposito nucleare: la popolazione non sarà interpellata

Nel Regno Unito si potranno stoccare rifiuti nucleari senza il benestare della popolazione delle zone coinvolte. È il risultato di una nuova legge approvata proprio nelle ...

Di Valentina Neri


Nel Regno Unito si potranno stoccare rifiuti nucleari senza il benestare della popolazione delle zone coinvolte. È il risultato di una nuova legge approvata proprio nelle ultime ore di attività del Parlamento, prima delle elezioni del prossimo 7 maggio.
Da tempo, ricorda il Guardian, le autorità del Regno Unito sono alla ricerca di un sito adeguato a ospitare i residui altamente radioattivi di cinquant’anni di attività degli impianti nucleari, oltre a quelli derivanti dall’uso militare e medico. A partire dalla scorsa settimana, questi siti sono ufficialmente classificati come “progetti infrastrutturali di rilevanza nazionale” e pertanto saranno scelti dal Segretario di Stato per l’Energia. Quest’ultimo potrà chiedere un consulto – non vincolante – all’Ispettorato urbanistico. E le popolazioni locali, pur essendo le più direttamente coinvolte da qualsiasi decisione, si dovranno limitare ad avanzare le loro obiezioni sui dettagli del piano. Senza avere alcun potere di fermarlo.
La novità è passata pressoché inosservata in un panorama politico e mediatico quasi totalmente assorbito dalle prossime elezioni. Ma non ha mancato di scatenare l’opposizione da parte degli ambientalisti. Naomi Luhde-Thompson di Friends of the Earth ha dichiarato: «Le comunità locali saranno giustamente impensierite di fronte a qualsiasi tentativo di imporre su di loro una discarica di rifiuti nucleari. Abbiamo bisogno urgente di un piano a lungo termine per la gestione dei rifiuti nucleari già esistenti, ma nessuna decisione può essere presa senza coinvolgere le persone che dovranno convivere con il suo impatto».
Anche a livello politico c’è chi lamenta che la questione sia stata volutamente fatta passare sotto silenzio. È il caso di Zac Goldsmith, uno dei pochi parlamentari a votare contro la norma, pur andando contro le direttive del proprio partito. «Se ci fosse stato un dibattito, l’esito probabilmente sarebbe stato differente: la maggior parte dei parlamentari probabilmente non sapeva nemmeno per cosa stava votando». I laburisti si sono astenuti: una decisione che, afferma il Guardian, potrebbe essere interpretata come una dichiarazione d’intenti preventiva sul fatto che un loro eventuale futuro governo non avrà intenzione di rovesciare la situazione.

Foto di Stefan K ühn (Wikimedia Commons)


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