Ambiente

UK, col nucleare bruciano 40 miliardi di sterline

Nel Somerset, regione nel sud del Regno Unito il sole splende e il vento soffia, ma è ancora attiva, a pieno regime, la centrale nucleare di ...

Di Martina Valentini
Centrale nucleare di Hinkley Point, UK. Richard Baker [CC BY-SA 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], via Wikimedia Commons
Richard Baker [CC BY-SA 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)],   via Wikimedia Commons
Richard Baker [CC BY-SA 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], via Wikimedia Commons

Nel Somerset, regione nel sud del Regno Unito il sole splende e il vento soffia, ma è ancora attiva, a pieno regime, la centrale nucleare di Hinkley Point. L’impianto è composto da due distinte sezioni, la prima con due reattori Magnox da 235 MW di potenza netta, chiusi nel 2000, la seconda da 2 reattori AGRda 420 MW di potenza netta, di cui si sarebbe dovuta prevedere la chiusura quest’anno, ma la cui riconversione sta facendo discutere da mesi. Nel sito, il colosso francese dell’energia EDF dovrebbe avviare nel 2019 la costruzione di un doppio reattore EPR di nuova generazione. Ma nel progetto della multinazionale francese i dubbi non mancano: il mese scorso il responsabile finanziario Thomas Piquemal si è dimesso, preoccupato, si mormora – per l’impatto del progetto sui conti dell’azienda. Un terzo impianto nucleare di Hinkley Point sarebbe molto oneroso e gli ingegneri hanno espresso preoccupazione per la tecnologia impiegata, nonostante l’entrata di investimenti cinesi. Allora perché insistere?

Il governo sostiene che Hinkley Point C, il ‘progetto’ proposto per la prima volta nel gennaio 2008, è il modo più conveniente per fornire energia a basso tenore di carbonio, fornendo il 7% del fabbisogno energetico del Regno Unito. Nel mese di gennaio 2016, una relazione sulle future esigenze energetiche della Gran Bretagna da parte della Institution of Mechanical Engineers (IMechE) ha affermato che la chiusura di tutte le centrali a carbone, che attualmente producono il 22% di energia elettrica, entro il 2025, con la contemporanea dismissione per ‘invecchiamento’ delle centrali nucleari, farebbe si che domanda supererà l’offerta di ben il 55%. Nel frattempo la Commissione Ue ha approvato – una ventina di giorni fa – la joint venture tra “Electricité de France China General Nuclear Power Group per lo sviluppo, la costruzione e la messa in opera di tre centrali nucleari nel Regno Unito, tra cui Hinkley Point.

Il tutto ovviamente sta scatenando l’attenzione di ambientalisti, associazioni ecologiste e non solo.

Il think tank Intergenerational Foundation ha calcolato che la Gran Bretagna avrebbe speso fino a 40 miliardi di sterline in meno se avesse fatto gli stessi investimenti nelle rinnovabili, che potrebbero generare la potenza equivalente a Hinkley nel corso della vita prevista per l’impianto: più precisamente un rapporto pubblicato martedì dimostra che le centrali eoliche onshore sarebbero costate 31.2 miliardi di sterline meno di Hinkley, e con il fotovoltaico solare si sarebbero risparmiati £39.9 miliardi in 35 anni. La stima si basa sia sul valore delle sovvenzioni versate dal contribuente per l’energia elettrica sia sul costo di costruzione delle infrastrutture. “gli attuali piani del governo stanno spendendo i soldi dei nostri figli, a cui con il nucleare non lasceremo alcun futuro” ha commentato Andrew Simms, uno dei coautori del rapporto.

Una decisione finale di investimento da parte di EDF per l’espansione della centrale nucleare è prevista per maggio. L’accordo prevede che il governo dovrà impegnarsi per £ 92.50 per megawattora per oltre 35 anni per la sua produzione di energia elettrica, più del doppio della corrente prezzo all’ingrosso.

@lamarty_twi

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