Ambiente

Gli incendi per l’olio di palma soffocano il Sudest asiatico

Una vasta cortina di fumo si sta alzando in questi giorni dall’isola di Sumatra, in Indonesia: a provocarla sono i vasti roghi appiccati per ...

Di Valentina Neri


Una vasta cortina di fumo si sta alzando in questi giorni dall’isola di Sumatra, in Indonesia: a provocarla sono i vasti roghi appiccati per fare spazio alle piantagioni di palme da olio. La notizia è riportata dal quotidiano Guardian.
Le immagini dei satelliti mostrano infatti centinaia di pennacchi di fumo. All’apparenza potrebbero sembrare innocui, visto che sono sospinti verso nord ed est dai venti dei monsoni. Al livello del terreno, tuttavia,  le città del Sudest Asiatico (dal Borneo a Kuala Lumpur) sono soffocate da settimane da una cortina di aspro fumo di vegetazione semibruciata mescolato a inquinamento industriale e gas di scarico delle auto. Scuole, strade e aeroporti sono stati chiusi, gli abitanti di paesi interi sono stati invitati a restare in casa e, nella sola Sumatra, si contano 50 mila casi di asma, bronchite e altre patologie respiratorie. La scorsa settimana in Malesia oltre 200 scuole sono state chiuse. Non si tratta solo di un’emergenza per la salute pubblica, ma anche di una minaccia per lo sviluppo economico, per il turismo e per l’agricoltura. E di un’ulteriore spinta al cambiamento climatico.
A partire dalla metà di gennaio, i satelliti della Nasa hanno infatti mostrato oltre 3 mila roghi sparsi fra Indonesia, Thailandia e Malesia. Sono ancora di più rispetto al mese di giugno dello scorso anno, quando l’inquinamento aveva innescato una crisi diplomatica dell’intera area. Come nel 2013, la maggior parte degli incendi è concentrata nella provincia di Riau, nel nord di Sumatra. Non a caso, si tratta della zona al centro della produzione indonesiana di olio di palma e di cellulosa. Stando al presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono, infatti, sette roghi su dieci sono accesi dai proprietari terrieri che vogliono fare spazio a nuove piantagioni di palme da olio. Ma le immagini rivelano roghi sempre più frequenti anche in Birmania, Thailandia, Cambogia e Laos, arrivando fino a Papua e alle Filippine. Finora solo pochissimi responsabili sono stati scoperti dalle autorità, anche – denunciano le Ong – per via del pesante clima di corruzione.  

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