Ambiente

Gli incendi? si spegneranno con una turbina

Spegnere gli incendi in meno tempo e con l’uso di meno acqua: una manna per l’Italia che, mai come quest’anno, è vittima dell’...

Di Martina Valentini
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Spegnere gli incendi in meno tempo e con l’uso di meno acqua: una manna per l’Italia che, mai come quest’anno, è vittima dell’attacco incrociato di incendi e siccità. Il sogno potrebbe essere trasformato in realtà grazie a una “semplice” turbina, ideata da un’azienda italiana, la EmiControls, insediata
nell’hub hi-tech di Trentino Sviluppo, braccio operativo nel mondo delle nuove tecnologie della Provincia autonoma di Trento.
La turbina antincendio arriverà nei prossimi giorni in Sardegna e Calabria per avviare la prima sperimentazione su vasti fronti di fuoco: per l’occasione
sarà montata su due veicoli 4×4, sufficientemente maneggevoli e veloci per potersi muovere con facilità su territori impervi.
Il suo miglior pregio è di quello di essere in grado di nebulizzare la poca acqua solitamente disponibile nei luoghi degli incendi, irradiando così sulle fiamme una nebbiolina che si rivela molto più efficace dei consueti strumenti di spegnimento utilizzati dai vigili del fuoco.
In un test eseguito da EmiControls in Ungheria infatti sono stati bruciati 2400 litri di benzina su una superficie di 160 metri quadri: a parità di acqua, l’utilizzo della turbina ha permesso di abbassare quasi a zero l’emissione di calore generato dal combustibile (pari a 350 megawatt) in soli 20 secondi, a differenza dei 70 secondi richiesti per ottenere il medesimo effetto con la tradizionale manichetta. Con questa soluzione i vigili del fuoco possono dunque più velocemente farsi strada nel territorio infuocato per mettere in salvo cose e persone, grazie al fatto che la polverizzazione dell’acqua (e dello schiumogeno usato in questi casi) aumenta la superficie di assorbimento del calore. Ciò comporta una potenza di raffreddamento sensibilmente più alta rispetto a quanto non accada con i sistemi tradizionali.

La turbina può essere montata su qualsiasi automezzo solitamente utilizzato dai vigili del fuoco e anche su mezzi radiocomandati: varie configurazioni sono state vendute al corpo di Bolzano, che ha contribuito allo sviluppo della stessa, all’Ilva di Taranto e alle raffinerie Eni di Milazzo, oltre che all’estero negli stabilimenti di Wacker in Germania, nelle municipalità di Istanbul in Turchia, Jinan e Zhejiang in Cina, Busan e Daegu in Corea del Sud e altre ancora. Ma è disponibile anche per l’installazione fissa su sottostrutture a torre o a braccio in impianti industriali, raffinerie petrolifere, industrie chimiche e in tutti quei siti in cui un intervento tempestivo al primo accenno di fuoco è fondamentale per evitare danni patrimoniali e preservare vite umane.

@lamarty_twi

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