Green economy, ecco il manifesto delle imprese verdi

Presentato ad Expo il documento voluto da 66 organizzazioni di aziende ecologiche, riunite nel Consiglio nazionale Green economy, che indica le priorità di intervento degli operatori ...

Adottare la visione della green economy per assicurare uno sviluppo durevole e di qualità della produzione agroalimentare; attuare misure di mitigazione e di adattamento alla crisi climatica; superare modelli agricoli non più sostenibili e promuovere la diffusione delle buone pratiche; tutelare la sicurezza alimentare, potenziare i controlli e le filiere corte; fermare lo spreco di alimenti, assicurando la circolarità dell’economia delle risorse agroalimentari; fermare le minacce alla produzione agroalimentare e ai suoli agricoli

Sono i principi fondamentali contenuti nel Manifesto della Green Economy per l’agroalimentare. Il manifesto, approvato dall’assemblea plenaria del Consiglio nazionale della Green economy, formato da 66 organizzazioni di imprese, elaborato con una procedura partecipata dei gruppi di lavoro degli Stati generali, espone il punto di vista degli operatori del settore sulla produzione agroalimentare, in occasione dell’Expo di Milano 2015 ed ha l’ambizione di diffondere, in un contesto internazionale, il punto di vista radicato nel modello italiano di agroalimentare orientato alla green economy sui temi cruciali per l’agricoltura e la produzione di cibo nella nostra epoca.

Per sostenere il quadro delle relazioni tra l’agroalimentare italiano e la green economy, basti pensare che oggi la produzione di energia rinnovabile di origine agricola è cresciuta da 6 a 7, 8 milioni di Tep tra il 2010 e il 2012 e oltre 21.500 aziende agricole possiedono impianti per la produzione di energia rinnovabile; l’agricoltura italiana ha ridotto le emissione di gas serra di 10 Mton di CO2Eq dal 1990 al 2013 ed è responsabile del 7, 1% delle emissioni di gas serra nazionali. In flessione anche il consumo di fitofarmaci passati da 11, 2 Kg/Ha nel 2010 a 9, 2 nel 2013, inoltre il 10% della superficie agricola italiana è occupata da coltivazioni biologiche (1, 3 mln ettari) e l’Italia è seconda in Europa per coltivazioni bio subito dopo la Spagna. A fronte di questo quadro positivo permangono però numerose criticità. Tra queste l’aumento delle frodi alimentari che sono cresciute del 48, 6% tra il 2010 e il 2012 e questa contraffazione dei prodotti made in Italy vale solo in Italia 4 miliardi di euro. Inoltre continua a ridursi la superficie agricola (15 milioni di ettari nel 1990 e 12, 8 nel 2012) e il consumo del suolo continua a crescere a un ritmo di 55 ettari al giorno nel 2013.

“Questo Manifesto – ha spiegato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, organismo di supporto del Consiglio nazionale della green economy – espone il punto di vista della green economy sulla produzione agroalimentare, articolato in proposte sui temi cruciali per l’agricoltura della nostra epoca: la necessità di uno sviluppo durevole e di buona qualità delle produzioni agroalimentari per nutrire la popolazione mondiale, il rapporto che va regolato per coordinare la priorità della produzione di cibo con le altre attività e produzioni non alimentari cresciute nelle campagne, le misure da adottare anche nell’agricoltura per far fronte alla crisi climatica in atto, la necessità di sostenere la diffusione delle buone pratiche di un’agricoltura sostenibile e di qualità, quelle per rafforzare i controlli e la sicurezza alimentare, come combattere lo spreco di alimenti e di risorse agricole e come far fronte agli inquinamenti e al continuo consumo di suoli agricoli. Questo manifesto si propone di diffondere, su questi temi, il punto di vista della green economy per contribuire a un dibattito nazionale e internazionale".

È possibile sostenere e firmare il Manifesto a questo link: http://www.statigenerali.org/manifesto-green-economy-agroalimentare-expo-2015/firma-manifesto