Ambiente

Amnesty accusa Shell per le bonifiche incompiute

Non sono ancora state risolte e bonificate le fuoriuscite di petrolio nell’area del delta del fiume Niger. L’accusa è per la multinazionale petrolifera olandese ...

Di Corrado Fontana
Copertina rapporto Clean it up - Amnesty International, settembre 2015 - Inquinamento da petrolio di Shell nel delta del Niger
Copertina rapporto Clean it up - Amnesty International,   settembre 2015 - Inquinamento da petrolio di Shell nel delta del Niger
Copertina rapporto Clean it up – Amnesty International, settembre 2015 – Inquinamento da petrolio di Shell nel delta del Niger

Non sono ancora state risolte e bonificate le fuoriuscite di petrolio nell’area del delta del fiume Niger. L’accusa è per la multinazionale petrolifera olandese Shell e arriva dal rapporto Clean it up di Amnesty International, da anni attiva nel monitorare e denunciare violazioni dei diritti umani e fenomeni di inquinamento del territorio a seguito delle attività petrolifere. Dopo aver esaminato quattro siti inquinati dal petrolio individuati dall’Onu (Bomu, Boobanabe, la palude di Barabeedom e Okuluebu.), la ong ha infatti dichiarato che restano tuttora “visibilmente contaminati”, anche se Shell sostiene di aver già dato mandato di effettuare le operazioni di bonifica nel 2011.

Uno dei punti incriminati – lo ricorda il britannico «The Guardian» – è il collettore di Bomu, vicino al villaggio di Kegbara Dere nell’Ogoniland: a causa dell’invecchiamento delle condutture e delle pompe, da qui si sarebbero verificati imponenti sversamenti di petrolio almeno sette volte a partire dal 1990, a cui si aggiunse un incendio con fuoriuscita nel 2009. Eventi che hanno portato gli ispettori del Programma ambientale delle Nazioni unite ( UNEP) a certificare nel 2010 inquinamento fino a 5 metri di profondità e petrolio nei campi di manioca e nei pressi dei sistemi di fornitura dell’acqua.

Tabella sversamenti rapporto Clean it up - Amnesty International,   settembre 2015 sull'inquinamento da petrolio di Shell nel delta del Niger
Tabella sversamenti rapporto Clean it up – Amnesty International, settembre 2015 sull’inquinamento da petrolio di Shell nel delta del Niger

Purtroppo all’inizio di quest’anno Amnesty International ha visitato per ben tre volte la zona di Bomu trovandola ancora massicciamente contaminata, nonostante le dichiarazioni dell’autorità del governo nigeriano per l’inquinamento secondo cui il sito sarebbe stato ripulito in modo soddisfacente nel 2012. Amnesty International dà però il senso alle sue contestazioni,  sottolineando come invece avrebbe trovato acqua contenente olio lungo il percorso delle condotte di Shell; pozze di petrolio e terreno nero; stagni coperti di una spessa patina oleosa e che non mostrano segni di vita; campi e terreni contaminati.

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