Groenlandia, l'uranio fa gola

Via libera del Parlamento della grande isola all’estrazione di uranio e terre rare. Un settore dominato da cinesi e australiani e che potrebbe aprire ...

Fine al decennale divieto di estrazione di materiali radioattivi come l’uranio, e perciò via libera per una ulteriore apertura del Paese agli investitori stranieri. A stabilirlo un voto del Parlamento della Groenlandia , probabilmente assai applaudito da Australia e Cina , che dominano il settore estrattivo a livello globale e non vedono l’ora di sfruttare anche quelle vaste risorse minerarie. Non una scelta troppo sostenuta, invece, dall’opinione pubblica, stando al forte dibattito che ha preceduto la votazione, il cui esito consente anche l’estrazione di terre rare , ovvero minerali perlopiù utilizzati in produzioni ad alta tecnologia e assai ambiti. Un giacimento di terre rare è già in fase di studio da parte di una compagnia australiana, convinta che potrebbe rappresentare uno dei più grandi al di fuori della Cina, che oggi garantisce oltre il 90% della produzione mondiale.

 

Nelle parole di Aleqa Hammond, il premier, riportate dal quotidiano britannico The Guardian, c’è del resto la manifestazione di una decisione dettata soprattutto dalla situazione attuale di crisi: «Non possiamo vivere con questo aumento della disoccupazione e del costo della vita, mentre la nostra economia è ferma. È quindi necessario che eliminiamo ora la tolleranza zero nei confronti dell’estrazione di uranio». Una decisione spinta anche dai cambiamenti climatici, se vogliamo, poiché l’aumento dello scioglimento dei ghiacci ha reso meno costoso e complicato ipotizzare lo sfruttamento del sottosuolo, e contestata dai gruppi ambientalisti locali che hanno avvertito come l’estrazione dell’uranio in Groenlandia potrebbe minacciare sistema ecologico incontaminato della regione artica.

 

Poiché tuttavia la Groenlandia, ex colonia e autonoma dal 2009, subisce ancora una ingerenza della Danimarca nella politiche della sicurezza e della difesa, il voto di apertura alle miniere di uranio potrebbe però avere bisogno di essere approvato dal parlamento danese: e alcuni paventano sul tema uno scontro diplomatico.