Energia

Guardian: «BP, dall’energia green al petrolio»

Nel corso dei decenni, il colosso petrolifero BP si è sempre più svincolato dai propri investimenti nelle tecnologie green per focalizzarsi sempre più sui combustibili fossili. È ...

Di Valentina Neri


Nel corso dei decenni, mentre a livello internazionale si affermava sempre di più la consapevolezza sui danni del cambiamento climatico, il colosso petrolifero BP si è sempre più svincolato dai propri investimenti nelle tecnologie green per focalizzarsi sempre più sui combustibili fossili. È quanto emerge da una lunga analisi pubblicata dal quotidiano Guardian proprio nel giorno dell’ assemblea degli azionisti della società, tristemente nota per il disastro della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico.
Nel corso della propria storia BP è arrivata a spendere circa 450 milioni di dollari l’anno in ricerca e sviluppo, l’equivalente di 830 milioni ai prezzi attuali, per un programma dedicato all’efficienza energetica che impiegava 4.400 persone. Nello stesso periodo, corrispondente agli anni Ottanta e all’ inizio degli anni Novanta, ben 8 miliardi di sterline erano investiti direttamente in fonti energetiche a basso impatto. Ma nel 1993 una revisione generale del budget ha costretto tali attività a una brusca battuta d’arresto. Da allora, quasi tutte queste tecnologie sono state vendute e le ricerche sono finite in un archivio chiuso al pubblico.
Ad oggi la situazione è ben diversa. Nel 2015 BP spenderà 20 miliardi di dollari nei suoi progetti in tutto il mondo, ma la stragrande maggioranza di questi fondi sarà destinata ai combustibili fossili. Col risultato che ad oggi, secondo il Guardian, la società si impegna per la sostenibilità ambientale molto meno di quanto faceva trent’anni fa.

Foto: US Coast Guard (Wikimedia Commons)

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