Finanza etica

Guardian: «Fermare la speculazione sul cibo? Servono i divieti»

La speculazione sulle commodities è da tempo un tema all'ordine del giorno: soprattutto a seguito delle bolle del 2008 e del 2010-2011. Un editoriale pubblicato da Frederick ...

Di Redazione


La speculazione sulle commodities è da tempo un tema all’ordine del giorno: soprattutto a seguito delle bolle del 2008 e del 2010-2011. Un editoriale pubblicato da Frederick Kaufman sul quotidiano britannico Guardian torna a fare il punto sulla situazione.
Un quadro in cui da un lato si assiste agli effetti della speculazione; ma, dall’altro, non ci sono strumenti per stabilire in concreto chi stia speculando e quanto. Di recente l’Onu ha convocato un dibattito sul tema, che si è concluso affermando la necessità di ulteriori studi. Kaufman ha raggiunto uno dei relatori, l’ex dirigente della CFTC Michael Greenberger, che non si è concentrato tanto sui meccanismi della speculazione quanto sulla possibilità di porle definitivamente un freno.
Il Dodd Frank Act, stando alle parole dell’editoriale, aveva anche questo scopo: ma è stato ampiamente indebolito dalle pressioni di Wall Street. Greenberger ha fatto presente una soluzione che risale al 1934, quando l’amministrazione di Franklin Delano Roosvelt introdusse limiti alle posizioni speculative sui prezzi dei prodotti alimentari che potevano assumere coloro che non erano, in prima persona, attori di tale mercato. Un principio che ha funzionato fino alla fine degli anni Novanta: quando si sono moltiplicate le deroghe per i colossi finanziari, che hanno innescato un vero e proprio boom delle transazioni in commodities.
Il Dodd-Frank Act, in modo simile, prevede soglie massime di investimenti sulle derrate agricole per ogni operatore. Tale norma non fermerebbe totalmente la speculazione ma se non altro potrebbe attenuarne l’impatto e chiarire chi detenga ruoli dominanti sul mercato. Ma la norma è stata largamente contestata: e ora sarà l’autorità giudiziaria a decidere. Ma i passi ancora da intraprendere, ricorda il Guardian, sono ancora molti. Pesa, ad esempio, l’assenza di informazioni sui mercati over the counter, dove si concentra una grande quantità di transazioni. La conclusione che propone Kaufman è radicale: e prende la forma dei divieti. L’unico modo per fermare la speculazione sui beni alimentari, in sintesi, sarebbe quello di renderla illegale. 

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