Ambiente

Horizon 2020, “L’Europa fermi i test sugli animali”

La richiesta di HTPC: “Bruxelles aumenti gli investimenti per il prossimo programma di finanziamento alla ricerca”

Di Matteo Cavallito


Un incremento sostanziale degli investimenti nell’ attività di ricerca sulla salute umana con l’obiettivo, tra gli altri, di sostituire i test sugli animali con diversi metodi di sperimentazione. È l’auspicio avanzato dallo Human Toxicology Project Consortium (HTPC) http://humantoxicologyproject.org/, un organizzazione composta da industrie, Università e rappresentanti della società civile, in uno statement inviato alla Commissione europea e ai membri del Parlamento di Bruxelles. La richiesta si colloca in un momento chiave per le scelte politiche europee a fronte del prossimo avvio del programma di finanziamento UE sulla ricerca Horizon 2020 previsto per il prossimo anno http://ec.europa.eu/research/horizon2020/index_en.cfm?pg=h2020.
L’obiettivo, spiega il Consorzio, consiste quindi nello sviluppo di test molecolari e cellulari basati su biologia di rilevanza umana di strumenti di prossima generazione computazionali, di biologia dei sistemi, farmacocinetica e bioinformatica» allo scopo di produrre previsioni relative ai rischi alle persone nel mondo reale. Quanto agli altri esseri viventi, spiega Troy Seidle, Direttore per la Ricerca e la Tossicologia di Humane Society International (HSI), membro del consorzio, è opportuno ricordare come «la promozione di alternative, metodi di sperimentazione non basati su animali, é un obiettivo fondamentale di REACH (il Regolamento UE sulla chimica in corso di revisione, ndr); Horizon 2020 é il meccanismo di finanziamento che può trasporre questa ambizione in realtà e assicurare che l’industria europea e le agenzie di regolamentazione siano equipaggiate con le ultimissime tecnologie al fine di far progredire il campo della salute umana e della protezione dei consumatori».
Tra i modelli di sviluppo evocati dal Consorzio si segnala il programma statunitense "Tox21", basato sulla collaborazione tra l’ Istituto nazionale di sanità (NIH), l’agenzia di protezione ambientale (EPA) e la Food and Drug Administration (FDA) che ha già raggiunto notevoli progressi nello screening di una decina di migliaia di sostanze chimiche esistenti utilizzando robot e test molecolari. Se è vero, ricorda il Consorzio, che l’obiettivo del programma REACH consiste nel proteggere la salute umana, è altrettanto vero che tale traguardo non può essere raggiunto senza il miglioramento dei test chimici. Un aspetto chiave, per altro, dello stesso progetto Usa.
«Negli ultimi anni abbiamo assistito a progressi scientifici e tecnologici senza precedenti che hanno la potenzialità di trasformare completamente il nostro modo di testare sostanze chimiche, farmaci e prodotti di consumo » spiega l’Eurodeputato Vittorio Prodi del gruppo dei Socialisti e Democratici. «Concentrando il finanziamento UE dedicato alla ricerca sanitaria» prosegue «su studi che sono direttamente rilevanti per gli esseri umani, piuttosto che su topi e ratti, credo che otterremo progressi sosprendenti, non solo nei test di sicurezza, ma anche nella ricerca sulla salute umana in aree come il cancro e le malattie neurodegenerative per le quali abbiamo un disperato bisogno della scienza di nuova generazione per aiutarci a trovare le risposte che ci sono sfuggite per troppo tempo».  

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