Finanza etica

L’immobiliare britannico viaggia al ribasso

L’impatto della Brexit e il deprezzamento della sterlina trascinano al ribasso l’immobiliare britannico. Lo riferisce il portale specializzato IPE News citando i dati ...

Di Matteo Cavallito
Parlamento di Londra, Westminster e Big Ben sul fiume Tamigi al tramonto. Di Seabhcan [Public domain], attraverso Wikimedia Commons
Parlamento di Londra,   Westminster e Big Ben sul fiume Tamigi al tramonto. Di Seabhcan [Public domain],   attraverso Wikimedia Commons
Parlamento di Londra, Westminster e Big Ben sul fiume Tamigi al tramonto. Di Seabhcan [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

L’impatto della Brexit e il deprezzamento della sterlina trascinano al ribasso l’immobiliare britannico. Lo riferisce il portale specializzato IPE News citando i dati della società di analisi Real Capital Analytics (RCA). Secondo i dati diffusi da quest’ultima, in particolare, il Regno Unito avrebbe perso la leadership nella classifica dei mercati più attivi del settore immobiliare commerciale del Vecchio Continente, lasciando alla Germania la prima posizione. Un primato, quello tedesco, che non si verificava dal 2012.

 

Nel terzo trimestre dell’anno, dicono ancora i dati RCA, le transazioni completate nel commercial real estate britannico ammontano a 10 miliardi di euro, il 51% in meno rispetto ai tre mesi precedenti. Un risultato, sostiene il direttore di EMEA Analytics Tom Leahy, ripreso da IPE News, legato all’incertezza post referendum. Il ribasso della sterlina, osserva ancora il portale, ha contribuito al ridimensionamento delle cifre. Nel periodo in esame, la quota britannica delle transazioni totali registrate in Europa è stata la più bassa da sei anni a questa parte; gli investimenti realizzati a Londra nei primi nove mesi dell’anno sono stati pari a 16, 7 miliardi di euro, il 55% in meno rispetto ai primi tre trimestri del 2015. Il trend ribassista, in ogni caso, coinvolge l’intero continente: da gennaio a settembre (compreso), le transazioni condotte in Europa ammontano a 163 miliardi, il 29% in meno rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente; nonostante il primato, i 13, 6 miliardi raccolti dal settore in Germania nell’ultimo trimestre rappresentano un calo del 34% rispetto al periodo luglio-settembre 2015.

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