In piazza, ma a basso impatto: la lezione dei francescani

Durante il Festival francescano di Bologna sono state adottate una serie di buone pratiche per minimizzare l'impronta ecologica: i risultati sono invidiabili

Di Emanuele Isonio
Un momento dell'XI Festival francescano, ospitato a Bologna dal 27 al 29 settembre 2019.

Una manifestazione di piazza deve essere per forza un evento ad alto impatto ambientale come evidenziato dall’ultima ricerca relativa alle enormi conseguenze climatiche dell’Oktoberfest di Monaco di Baviera? Assolutamente no. O almeno, la sua impronta ecologica può essere ampiamente ridotta. E non esiste città europea che non ne abbia bisogno, visto che proprio dalle aree urbane il cambiamento di approccio è quanto mai urgente. Per farlo servono però almeno quattro elementi: partire per tempo, non lasciare nulla all’improvvisazione, adottare azioni concrete e misurarne l’efficacia a evento concluso.

Una serie di buone pratiche

Una prova in tal senso arriva dai risultati prodotti dalle best practice adottate durante l’ultimo Festival Francescano, tenutosi a Bologna a fine settembre. «Nato nel 2009 per celebrare gli 800 anni dell’approvazione della prima regola di san Francesco d’Assisi, il festival da 11 edizioni punta a far riscoprire, far conoscere, attualizzare e concretizzare i valori di Francesco d’Assisi, nella convinzione che possano aiutare ad affrontare e a superare le tante crisi – di identità, politiche, di valori, ambientali – che caratterizzano la nostra quotidianità» spiega fra’ Dino Dozzi, direttore scientifico del Festival Francescano.

E quale migliore occasione per mettere in pratica l’amore per la natura, che San Francesco ha descritto nella sua Laudato si’ (non a caso richiamata dall’attuale pontefice nella sua enciclica più famosa, dedicata ai temi ambientali)?

La Laudato si’ di San FrancescoI tre giorni di festival sono stati occasione per mettere in fila una serie di buone pratiche, peraltro replicabili facilmente in eventi simili: per il pubblico è stato ad esempio allestito un punto di approvvigionamento idrico presso Piazza Re Enzo (oltre a quello presso la fontana del Nettuno) che ha consentito il risparmio di 3mila bottigliette in plastica. Al loro posto, sono state distribuite quasi cinquecento borracce in alluminio e bicchieri, rigorosamente compostabili. L’impiego della plastica è stato anche notevolmente ridotto grazie all’utilizzo di sacchetti in Mater-Bi per il confezionamento dei gadget, al posto di buste.

Raccolta differenziata all’87%

La raccolta differenziata è stata organizzata poi in maniera diffusa e capillare: la multiutility Hera, che ha inserito il Festival Francescano nel circuito delle “Ecofeste”, ha raccolto circa cinquecento chilogrammi di rifiuti, dei quali ben l’87% differenziati.

Il punto ristoro “Operazione Pane”, gestito dall’Antoniano di Bologna insieme all’Associazione Cuochi Bolognesi, ha distribuito più di 6mila pasti rigorosamente in stoviglie e contenitori compostabili e ha utilizzato detersivi biodegradabili.

Grande attenzione all’ambiente anche per quanto riguarda gli allestimenti, per i quali sono stati impiegati 630 europallet riutilizzabili e circa cinquecento pannelli derivanti dal riciclo di scarti di legno.

I partecipanti hanno ricevuto 1.200 sacchetti di compost per uso domestico e, come gadget ecosostenibile, 5.000 contenitori compostabili con torba e semi di violetta per sensibilizzare al rispetto del suolo.

Festival francescano bologna eventi piazza sostenibilità
Durante l’XI Festival francescano, ospitato a Bologna dal 27 al 29 settembre 2019, sono state sviluppate numerose buone pratiche di sostenibilità realizate dal progetto Fra’Sole e dai suoi partner, per ridurre l’impronta ecologica della manifestazione. Una di queste è la distribuzione di sacchetti di compost per uso domestico. FOTO: frasole.org

La brochure con il programma della manifestazione e la mappa dei luoghi sono stati stampati su carta certificata FSC (Forest Stewardship Council), la certificazione per la gestione responsabile della filiera bosco-legno.

«Con questo evento abbiamo dimostrato che fare un evento di massa, avendo cura di minimizzare gli effetti negativi in termini di CO2 emessa in atmosfera, di rifiuti prodotti e di materie prime consumate è assolutamente possibile» spiega Giuseppe Lanzi, coordinatore di Fra’ Sole (il progetto di sostenibilità del Sacro Convento di Assisi), che si è occupato dell’organizzazione delle buone pratiche dell’evento. «Se queste pratiche venissero applicate in tutti gli eventi pubblici o, meglio, venissero istituzionalizzate, il beneficio per l’ambiente sarebbe impressionante».

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