Inchiesta svizzera: l’Alta moda ama il grigio

Cosa accomuna  Gucci, icona del lusso Made in Italy famosa in tutto il mondo e Cadempino, un Comune svizzero di 1400 abitanti, pochi chilometri a nord ...

Di Martina Valentini
Di Istituto Italiano Design (www.istitutoitalianodesign.it) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons
Di Istituto Italiano Design (www.istitutoitalianodesign.it) [Public domain],   attraverso Wikimedia Commons
Di Istituto Italiano Design (www.istitutoitalianodesign.it) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Cosa accomuna  Gucci, icona del lusso Made in Italy famosa in tutto il mondo e Cadempino, un Comune svizzero di 1400 abitanti, pochi chilometri a nord di Lugano? Il piccolo Comune è il più ricco della Svizzera Italiana grazie alle tasse versate dalla LGI, il centro di distribuzione del gruppo Gucci e oggi filiale del gigante della moda Kering, la multinazionale francese che ha acquistato insieme a Gucci marchi come Bottega Veneta, Yves Saint Laurent, Balenciaga, Stella McCartney.

La filiale svizzera genera da sola 1 miliardo di franchi di utile, i tre quarti degli utili di tutto il gruppo. Profitti da capogiro per un’azienda che impiega 600 persone. Tir carichi di borse, scarpe e abiti firmati valicano quotidianamente il confine alla volta dei depositi svizzeri per essere venduti in tutto il mondo e fatturati a tassi stracciati. Un gioco di sponda che gonfia a dismisura i profitti e finisce in Lussemburgo dove il gruppo paga solo lo 0, 2% di tasse.

Un esempio lampante dei tortuosi giri compiuti dalle multinazionali del lusso per abbattere le tasse pagate e sfruttare la manodopera. Temi trattati più volte da Valori (vedi dossier di luglio scorso) e ora oggetto di un’inchiesta che il primo canale della RSI, Radiotelevisione Svizzera in lingua italiana, trasmetterà nel programma Falò giovedì prossimo, 24 novembre alle 21.10 (la puntata sarà poi disponibile online dal giorno dopo su www.rsi.ch/falo).

“Abbiamo fatto un viaggio a ritroso e siamo andati a vedere come – e a che prezzi – i prodotti che generano utili così importanti sono fabbricati” spiega Anna Bernasconi di RSI Rete Svizzera Italiana. Dal Veneto, alla Toscana, a Napoli, abbiamo attraversato i distretti della pelletteria, fiore all’occhiello della tradizione artigiana italiana dove un operaio arriva a prendere 4 euro per fare un paio di scarpe da 1000”.

Dalla boutique ai laboratori fino ai paradisi fiscali l’inchiesta di Falò, nei due capitoli “Dietro le quinte del lusso” e “Fiscality Valley” racconta le griffes dell’alta moda che pagano le tasse in Svizzera. Zegna, Hugo Boss, Michael Kors, Guess, Abercrombie, sono solo alcuni dei nomi dei marchi internazionali che hanno scelto il Canton Ticino. Il settore moda, in quanto a contributi, ha superato le banche. In attesa di una regolamentazione europea che stenta ad arrivare.

@lamarty_twi

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