Ingannò i lavoratori: Uber condannata

Uber dovrà versare 20 milioni di dollari di risarcimento complessivo ai suoi autisti per aver fornito loro false informazioni in merito alle prospettive di guadagno e ...

Di Matteo Cavallito
Hanno paralizzato il cuore della City di Londra gli 8mila Black Cab che a febbraio scorso si sono incolonnati per un miglio sulla Whitehall, a due passi dal Parlamento. Una protesta contro la concorrenza sleale della società Uber, che tra l’altro riduce gli introiti per il fisco inglese. 11 giugno 2014
La protesta dei tassisti londinese contro Uber, accusata di concorrenza sleale sul mercato (11 giugno 2014). Dalla cover di Valori 142 – ottobre 2016.

Uber dovrà versare 20 milioni di dollari di risarcimento complessivo ai suoi autisti per aver fornito loro false informazioni in merito alle prospettive di guadagno e di finanziamento dei veicoli. Lo ha stabilito l’esito conclusivo del patteggiamento tra il colosso della sharing economy (o gig economy,  come ribattono i critici) di San Francisco e la Federal Trade Commission (FTC). Secondo quanto riferito da quest’ultima in una nota ufficiale, Uber avrebbe tentato di attrarre potenziali lavoratori diffondendo stime esagerate circa la redditività dell’impiego. La compagnia, in particolare avrebbe dichiarato sul proprio sito che i driver operativi a New York e a San Francisco raggiungevano un reddito mediano – il livello di retribuzione che divide la popolazione statistica in due sotto popolazioni di uguale numerosità – pari rispettivamente a 90 mila e a 74 mila dollari. I dati contrastano palesemente con le cifre reali, valutate, secondo la FTC, in 61 mila e 53 mila dollari.

 

Al centro della contesa anche il cosiddetto Vehicle Solutions Program, l’iniziativa della compagnia che dovrebbe consentire ai suoi autisti privi di un’automobile di finanziare l’acquisto di un veicolo o di ottenere un leasing. L’azienda, ricorda la FTC, aveva promesso di offrire ai suoi lavoratori “le migliori opzioni di finanziamento possibile a prescindere dalla loro storia creditizia”.   Ma anche queste promesse si sarebbero rivelate false. Tra la fine del 2013 e l’aprile del 2015, riferisce ancora la FTC, il costo mediano delle rate di acquisto delle automobili sarebbe stato superiore ai 160 dollari alla settimana contro i 140 promessi dalla compagnia. Superiori alle cifre dichiarate anche i costi del leasing: oltre 200 dollari settimanali contro i 119 previsti.

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