Ambiente

IPCC, adattamento climatico può costare “meno dello 0, 06% Pil mondiale”

  dal nostro inviato a Rieti, Emanuele Isonio “Il mix di politiche energetiche, economiche, fiscali, agricole e finanziarie necessarie per adattarsi ai cambiamenti climatici e ...

Di Redazione
Jean-Pascal van Ypersele, vicepresidente uscente dell'IPCC a Rieti al XII Forum internazionale Greenaccord dell'Informazione ambientale

 

dal nostro inviato a Rieti, Emanuele Isonio

“Il mix di politiche energetiche, economiche, fiscali, agricole e finanziarie necessarie per adattarsi ai cambiamenti climatici e per mantenere sotto i 2°C l’aumento globale di temperatura potrebbe incidere per meno dello 0, 06% del Pil mondiale”. È il calcolo fatto da Jean-Pascal van Ypersele, vicepresidente uscente dell’IPCC, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, intervenuto a Rieti al XII Forum internazionale Greenaccord dell’Informazione ambientale. “E tale dato – ha sottolineato il climatologo belga – non tiene conto dei benefici economici legati alla tutela degli ecosistemi e delle risorse naturali”.

Il costo degli interventi tuttavia è destinato a crescere se non si interverrà con tempestività. E i tempi sono sempre più stretti: “Per rimanere sotto i 2°C di aumento, l’atmosfera terrestre è in grado di sostenere uno stock di 2900 miliardi di tonnellate di CO2. Ma abbiamo già consumato due terzi di tale budget. Rimangono circa mille tonnellate”, ha spiegato van Ypersele, che, pur non volendo entrare nelle politiche che ciascuno Stato deciderà di adottare, ha sottolineato come la maggiore responsabilità va addebitata ai Paesi industrializzati. Tra i settori più impattanti, quello energetico (responsabile del 35% delle emissioni di CO2 di origine umana), seguito da quello agricolo e dalle attività industriali (rispettivamente 24 e 21%).

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