Finanza etica

Irlanda, al via la nazionalizzazione di AIB e Irish Life and Permanent

Le autorità irlandesi hanno fissato per la fine di luglio il termine entro il quale le banche sostenute dai fondi pubblici devono ricostituire livelli di ...

Di Redazione


Le autorità irlandesi hanno fissato per la fine di luglio il termine entro il quale le banche sostenute dai fondi pubblici devono ricostituire livelli di capitale adeguati. Ma, a pochi giorni da tale scadenza, la situazione resta critica. E per alcuni istituti si profila sempre più netta la strada della nazionalizzazione.

La crisi bancaria irlandese ormai prosegue da tre anni, innescata dal tracollo del settore immobiliare, sul quale si basava la maggior parte dei prestiti concessi (spesso senza sufficienti controlli e garanzie) dagli istituti. 
Unione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea sono intervenuti lo scorso novembre, iniettando circa 67, 5 miliardi di euro.

Ma Irish Life and Permanent non è riuscita a rastrellare i 4 miliardi di euro che le erano stati richiesti dal piano governativo. 
Motivo per cui è prevedibile che la sua divisione assicurativa (in positivo) venga isolata dal resto delle operazioni e venduta. 
Il resto della società verrà rilevato dallo Stato. Un destino simile a quello di Allied Irish Bank: già per il 93% di proprietà pubblica, non è riuscita a rinforzare i propri capitali con altri 14, 8 miliardi di euro. A questo punto, la strada della totale nazionalizzazione appare obbligata.

Solo per Bank of Ireland si profila un futuro diverso: attualmente lo Stato irlandese ne detiene il 36%, ma è previsto l’ingresso di alcuni investitori, che dovrebbe scongiurare un ulteriore intervento statale. Altre due banche ( Anglo Irish Bank Corp e Irish Nationwide Building Society) sono già state nazionalizzate: si tratta di un’operazione costata 34, 7 miliardi di euro.

Iscriviti alla newsletter

Il meglio delle notizie di finanza etica ed economia sostenibile