Islanda: accordo più vicino con Olanda e UK

La svolta, pare, avrebbe avuto luogo in occasione dell’ultimo vertice di Istanbul in cui il FMI si sarebbe posto nel ruolo di mediatore tra ...

I governi di Islanda, Olanda e Gran Bretagna sarebbero più vicini al raggiungimento di un’intesa sul problema degli assets detenuti all’estero. Lo rende noto il Wall Street Journal citando le parole dello stesso ministro delle finanze di Reykjavik Steingrímur Sigfússon. La svolta, pare, avrebbe avuto luogo in occasione dell’ultimo vertice di Istanbul in cui il FMI (che sta tuttora sostenendo le casse dell’isola con un finanziamento da 2, 1 miliardi) si sarebbe posto nel ruolo di mediatore tra gli islandesi e i governi di Londra e L’Aja.

La storia aveva preso il via lo scorso anno dopo che l’Islanda aveva raggiunto il default tecnico e le sue banche private erano state nazionalizzate. I correntisti britannici e olandesi rischiavano di trovarsi impossibilitati a recuperare i propri risparmi, un motivo che giustifico l’intervento governativo. I conti esteri di Landsbanki, il principale istituto privato islandese furono congelati scatenando una disputa mitigata solo nel giugno scorso fu ipotizzato un piano di pagamento da parte di Reykjavík. Inglesi e olandesi, ha riferito Sigfússon evitando comunque di specificare i dettagli di un eventuale accordo, pretendono la garanzia del rimborso su un arco temporale non superiore ai 15 anni. L’intesa con i creditori esteri dovrebbe determinare lo sblocco della seconda tranche del prestito da parte del FMI.