Italia, 521 i giornalisti vittime d’intimidazione

In Italia, quest’anno, sono stati 521 i giornalisti vittime di intimidazioni. La denuncia arriva da “Ossigeno per l’informazione” che raccoglie i dati del Centro ...

La scrivania del giornalista. Di Beth Rankin from Kent, OH, USA (What I Did on My Spring Break) [CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], attraverso Wikimedia Commons
La scrivania del giornalista. Di Beth Rankin from Kent,   OH,   USA (What I Did on My Spring Break) [CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0)],   attraverso Wikimedia Commons
La scrivania del giornalista. Di Beth Rankin from Kent, OH, USA (What I Did on My Spring Break) [CC BY 2.0], attraverso Wikimedia Commons

In Italia, quest’anno, sono stati 521 i giornalisti vittime di intimidazioni. La denuncia arriva da “Ossigeno per l’informazione” che raccoglie i dati del Centro Europeo per la Libertà di Informazione e di Stampa di Lipsia (ECPMF) con il sostegno dell’ Unione Europea.

Un dato allarmante, che arriva a pochi giorni dall’analisi del Committee to Protect Journalists che calcola in 199 i giornalisti incarcerati nel mondo. I numeri italiani sono stazionari rispetto all’anno scorso ma più alto del 31% rispetto ai dati del 2013. Nel solo mese di dicembre, Ossigeno ha segnalato minacce e intimidazioni nei confronti di 49 giornalisti, blogger, fotoreporter, videoperatori, direttori di testata ed editori.

Alcuni casi

A dicembre 2015 altri due giornalisti italiani, Alessia Candito (Corriere della Calabria) e Michele Inserra (Quotidiano della Calabria), sono stati minacciati di morte e adesso vivono protetti dalle Forze dell’ordine. La Candito ha ricevuto minacce, così come Paolo Pollichieni, direttore del suo giornale, il Corriere della Calabria, da un collaboratore di giustizia fuggito dal programma di protezione. Inserra ha ricevuto minacce dalla ‘ndrangheta dopo i servizi realizzati nell’inchiesta sulle infiltrazioni della criminalità organizzata in Umbria.

Sugli scandali giudiziari che hanno investito i consiglieri comunali di Messina hanno indagato le croniste Gisella Cicciò (La Gazzetta del Sud) e Rosaria Brancato (Tempostretto.it), ora sotto protezioni dopo pesanti minacce ricevute via web. Il giornalista Fausto Biloslavo, più volte inviato in zone di guerra, ha segnalato alla Questura di Trieste la pubblicazione su Facebook di messaggi intimidatori nei suoi confronti, provenienti da ambienti collegati all’ estremismo islamico

A Roma la polizia indaga per accertare se, come sembra, sia un atto intimidatorio anche l’ incendio dell’automobile di Dina Lauricella, cronista siciliana che si è a lungo occupata del collaboratore di giustizia Vincenzo Scarantino, un mafioso che, con le sue rivelazioni, ha indirizzato i magistrati verso la condanna dei presunti responsabili della strage del 17 luglio 1992 in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di polizia che lo scortavano. I giornali si sono occupati a lungo di Scarantino perché le sue rivelazioni si sono rivelate false.