JPMorgan Chase, 23 milioni di dollari per il Ceo Jamie Dimon

La crisi finanziaria, e le conseguenti pressioni delle autorità di controllo per mantenere le retribuzioni ad un livello accettabile, evidentemente non sono bastate...

La crisi finanziaria, e le conseguenti pressioni delle autorità di controllo per mantenere le retribuzioni ad un livello accettabile, evidentemente non sono bastate. E i colossi bancari da tempo hanno ricominciato a destinare cifre stratosferiche ai propri dirigenti. Come JPMorgan Chase, tornata a “premiare” il Ceo Jamie Dimon con un bonus in contanti da 5 milioni di dollari. Al quale si aggiungono un salario base da 1 milione di dollari e le quote azionarie, che, con un +20% rispetto all’anno scorso, ora sono pari a 17 milioni di dollari. Il risultato? Il totale della sua retribuzione è aumentato del 51% nel solo 2010. Raggiungendo la quota astronomica di 23 milioni di dollari.

Insieme ai compensi dei dirigenti, anche i profitti di JPMorgan Chase sono tornati a crescere. Toccando, l’anno scorso, il picco di 17, 4 miliardi di dollari. La retribuzione per il 2010 di Dimon si mantiene in ogni caso inferiore ai 49, 9 milioni del 2007. Ma è bene ricordare come proprio la mancanza di freni nei compensi dei dirigenti sia stata uno degli elementi scatenanti della crisi finanziaria. Che ora potrà essere in via di superamento per i colossi della finanza, ma senza dubbio pesa ancora sulle tasche dei cittadini.

Dimon, negli Stati Uniti, è il top manager più pagato a partire dal 2007. Ma anche i compensi destinati ai suoi omologhi in altri istituti di credito non possono che far discutere. Lloyd Blankfein, appena insediatosi alla guida di Goldman Sachs, nel 2010 ha ricevuto 19 milioni di dollari; John Stumpf – di Wells Fargo & Co – 17, 5 milioni. Morgan Stanley non ha ancora svelato le retribuzioni per il 2010, ma – a quanto afferma una fonte – James Gorman non guadagnerà di più rispetto ai 15, 1 milioni di dollari del 2009.