Energia

Keystone XL, l’ondata di posti di lavoro arriverà davvero?

Nell’acceso dibattito che infiamma gli Usa sulla costruzione dell'oleodotto Keystone XL, uno dei punti a favore è sempre stato rappresentato dalla prospettiva di migliaia di ...

Di Valentina Neri


Nell’acceso dibattito che infiamma ormai da mesi gli Stati Uniti sulla costruzione del controverso oleodotto Keystone XL, uno dei punti a favore è sempre stato rappresentato dalla prospettiva di migliaia di nuovi posti di lavoro. Ma anche quest’argomentazione inizia a vacillare. È quanto spiega un’analisi dell’agenzia Reuters.
Presentato per la prima volta nel 2008 dalla società TransCanada, il progetto prevede di costruire un oleodotto lungo quasi tremila chilometri per trasportare il petrolio dalle sabbie bituminose canadesi alle raffinerie del Golfo del Messico. La spesa prevista è di più di cinque miliardi di dollari. E gli ambientalisti fanno da tempo sentire la propria voce per denunciarne il pesantissimo impatto ambientale. Proprio il 7 marzo una serie di associazioni ha consegnato al presidente americano Barack Obama un elenco di 2, 5 milioni di firme per lo stop al progetto.
Dall’altro lato della barricata si obietta che, grazie all’oleodotto, i prezzi del petrolio siano destinati a calare, innescando una forte spinta all’economia. La TransCanada, i sindacati e gli economisti concordano inoltre sul fatto che serviranno circa 9 mila lavoratori per la fase di costruzione, della durata di circa due anni. Ma si arriva a sostenere che tale conteggio sia destinato ad aumentare esponenzialmente grazie ai benefici indiretti del Keystone XL su tutti i territori che ne saranno attraversati. Le previsioni più ottimiste parlano di una cifra compresa fra i 250 mila e i 500 mila nuovi posti di lavoro. Ma tali stime – argomenta l’articolo pubblicato da Reuters – sono basate quasi esclusivamente su un rapporto del 2010 che è stato finanziato proprio da TransCanada. E sono già state smentite da altre analisi. L’ultima doccia fredda in ordine di tempo è arrivata da uno studio pubblicato a gennaio dal dipartimento di Stato, che sostiene che, al di là dei benefici temporanei, i posti di lavoro a tempo indeterminato che il progetto sarà in grado di garantire saranno soltanto 35. Vale a dire quelli del personale incaricato della sorveglianza sull’oleodotto.  

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