L’Afghanistan chiede agli Usa l’arresto di Fitrat

Il governo di Kabul ha chiesto a Washington e all’Interpol di arrestare Abdul Kadir Fitrat, che due giorni fa ha annunciato le proprie dimissioni ...

L’Afghanistan non si è limitato ad esprimere il proprio risentimento nei confronti del governatore della banca centrale Abdul Kadir Fitrat, accusato dal governo di essere all’origine del collasso della prima banca del Paese, e fuggito negli Stati Uniti. Il governo di Kabul ha infatti chiesto a Washington e all’Interpol di arrestare il dirigente, che due giorni fa ha annunciato le proprie dimissioni dall’incarico presso l’istituto centrale.

Da parte sua Fitrat aveva fatto sapere che la decisione di rinunciare al proprio posto e di riparare negli Usa è stata dettata dalla necessità di salvaguardare la propria incolumità. 
Ma ha anche accusato il governo di cercare capri espiatori per una vicenda, quella legata alla Kabul Bank, che ha aperto un ampio scandalo nel Paese, toccando numerose personalità dell’élite politica afgana. E che non risparmia gli organismi di vigilanza: il dito del procuratore generale Rahmatullah Nazari non è infatti puntato solo contro la banca centrale, ma anche contro i controllori “privati” come PricewaterhouseCoopers, che non sono riusciti a rilevare i casi di corruzione.

La filiale locale di PwC, A.F. Ferguson & Co., ha ribattuto di «non essere in alcun modo spaventata» dall’azione avviata a suo carico in merito alla vicenda della Kabul Bank. Secondo Nazari, invece, i mancati controlli, che hanno provocato « oltre 900 milioni di dollari di perdite per il popolo dell’Afghanistan», dipendono proprio dalla scarsa attenzione nella vigilanza.

Di qui anche la richiesta di manette per Fitrat. Per ora però l’ambasciata americana a Kabul si è limitata a ricordare come tra i due Stati non sia in vigore un trattato bilaterale di estradizione. Fatto che, almeno per ora, sembra mettere al sicuro il governatore.