La Bce in soccorso dei governi: danni collaterali per le banche?

La crisi del debito dei governi europei sta iniziando a infettare il sistema di finanziamento bancario, alzando gli oneri finanziari dall'Asia agli Stati Uniti e ...

Di Redazione


La crisi del debito dei governi europei sta iniziando a infettare il sistema di finanziamento bancario, alzando gli oneri finanziari dall’Asia agli Stati Uniti e minacciando di rallentare la ripresa economica globale. Il tasso di interesse che le società finanziarie si praticano vicendevolmente per i prestiti di tre mesi in dollari è salito ai suoi massimi dal mese di agosto scorso, mentre i commercianti stanno pagando importi record per la copertura contro le perdite in obbligazioni bancarie europee. I rendimenti sul debito delle imprese rispetto a quello dei titoli di Stato è aumentato più nella scorsa settimana che dopo il fallimento della Lehman Brothers Holdings Inc nel settembre 2008, secondo le stime di Bank of America Merrill Lynch.

I responsabili delle politiche dell’Unione europea hanno presentato un pacchetto di prestiti senza precedenti per gli Stati in difficoltà: quasi mille miliardi dollari per scongiurare "il rischio di contagio” stanziati a Bruxelles, dopo una riunione d’emergenza di 14 ore.

Tuttavia, ha ricordato James Gledhill, manager che gestisce circa 58 miliardi di sterline (85 miliardi dollari) come capo del settore dell’entrate fisse alla Henderson Global Investors Ltd. di Londra, «se i mercati in difficoltà, per risolvere completamente i loro problemi, dipendono dal fatto che i politici possano stabilizzare il mercato, c’è il rischio di una “coda” di stress per le banche, che impedisce loro di fare prestiti alle imprese e alimentarne le risorse. Il che significa un problema per l’economia reale». 

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