La disuguaglianza Usa? Colpa della borsa

La crescita della disuguaglianza negli Stati Uniti sarebbe stata ulteriormente favorita da un fattore forse sottovalutato: il panic selling dei risparmiatori evidenziatosi all’alba della ...

La crescita della disuguaglianza negli Stati Uniti sarebbe stata ulteriormente favorita da un fattore forse sottovalutato: il panic selling (la corsa alla vendita di fronte al crescente timore di ulteriori ribassi) dei risparmiatori evidenziatosi all’alba della crisi. Lo sostiene una ricerca della Federal Reserve e dell’Università del Michigan citata dal Wall Street Journal. Il fatto, spiega il quotidiano Usa, è che “milioni di americani avrebbero commesso inavvertitamente il classico errore che caratterizza gli investimenti e che ha contribuito alla crescente disuguaglianza economica odierna: acquistare a prezzi alti e vendere al ribasso”.

 

In occasione dei grandi boom di borsa sperimentati nel corso degli anni ’90 e nel decennio successivo, molti piccoli investitori hanno messo parte dei loro risparmi nel mercato azionario. I forti ribassi di inizio 2009 hanno provocato il panico inducendo molti di loro a vendere in perdita. Un errore fatale, alla luce del clamoroso rimbalzo successivo (alimentato, verrebbe da aggiungere dalla politica monetaria ultra espansiva della Fed). Dal 2009 ad oggi, ricorda il WSJ, il valore di mercato degli indici azionari è quasi triplicato.

 

La valutazione, in ogni caso, non deve trarre in inganno. Per molti risparmiatori di reddito medio o medio-basso, la liquidazione in perdita del proprio portafoglio azionario potrebbe essere stata una scelta obbligata a fronte della necessità di fare cassa in un momento di recessione e di crescita della disoccupazione. Un “errore” consapevole ed inevitabile, dunque, che rischia di ripetersi in futuro nei contesti di forte ribasso.