La regina umilia l'ex CEO della Royal Bank of Scotland

Il cavaliere dovrebbe guardare all’interesse collettivo più che al suo tornaconto, lo sanno anche i bambini, no? Deve averlo pensato anche Sua Maestà la ...

Di Ugo Biggeri


Il cavaliere dovrebbe guardare all’interesse collettivo più che al suo tornaconto, lo sanno anche i bambini, no? Deve averlo pensato anche Sua Maestà la Regina d’Inghilterra quando ha deciso l’ordinanza con cui ha tolto il cavalierato a Sir Fred Goodwin dopo solo quattro anni.
I motivi? Lo aveva ottenuto quale CEO della Royal Bank of Scotland e “per i servizi alle banche”. Servizi evidentemente non così eccezionali: a lui hanno fruttato bonus ed onori, ma hanno costretto il governo inglese a nazionalizzare la stessa banca appena quattro anni dopo per evitare il disastro. Nelle motivazioni si legge che “La scala e la gravità degli effetti delle sue azioni come amministratore delegato hanno reso questo un caso eccezionale”.
Se si segue la logica imperante della necessità di incentivi in finanza, ma non si introducono dei correttivi di ragionevolezza e di senso delle azioni finanziarie (cosa si fa con i soldi amministrati?) si possono avere risultati poco in linea con le regole dei lord.
Cosa fanno veramente questi cavalieri della finanza, i condottieri del rendimento, l’aristocrazia dei mercati finanziari? La regina per eccellenza si è accorta che qualcosa non va: ha capito di aver sbagliato e ha reintrodotto la una forma moderna di gogna.
Un piccolo segnale, ma simbolicamente è uno stimolo nuovo per ripensare le regole della finanza.
Per approfondire, leggi l’articolo su Harvard Business Review.
 

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