La sfida di Coop: allevamenti “antibiotico-zero”

Una vera e propria rivoluzione nella gestione degli allevamenti animali che vede impegnata la Coop con l’obiettivo di tutelare la salute delle persone e ...

Di Joe Valbuena - USDA, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3823997

Una vera e propria rivoluzione nella gestione degli allevamenti animali che vede impegnata la Coop con l’obiettivo di tutelare la salute delle persone e il benessere animale. È questo lo spirito della campagna “Alleviamo la salute” che vuole contribuire a contrastare l’antibiotico resistenza.  Coinvolti nell’operazione oltre 1600 allevamenti, le cui politiche gestionali e sanitarie saranno sotto i riflettori, gli  stessi allevamenti da cui provengono le filiere di carne a marchio Coop. Sullo sfondo il problema dell’antibiotico-resistenza, che mina la salute delle persone e degli animali: alcune stime prevedono un aumento della mortalità nel mondo dalle attuali 700mila a 10 milioni di persone nel 2050 a causa della progressiva comparsa di batteri resistenti agli antibiotici, causati da un eccessivo e scriteriato uso di tali farmaci. Per questo motivo tutti gli Enti internazionali a partire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, oltre ai ministeri italiani competenti, hanno da tempo lanciato l’allarme riguardo la necessità di ridurre l’abuso e l’uso non corretto degli antibiotici negli allevamenti di animali da reddito per preservare la salute pubblica.

“Occorre partire dagli allevamenti – spiega Marco Pedroni, Presidente Coop Italia – perché generando un’azione virtuosa su questi si arriva a prodotti migliori a scaffale e conseguentemente al consumatore. E’ un’azione che procederà per step, ma come Coop partiamo avvantaggiati perché abbiamo sempre riposto grande attenzione alla qualità delle filiere zootecniche. Ora alziamo ulteriormente l’asticella selezionando i partner migliori per l’attuazione delle buone pratiche. La nostra è un’azione volontaria che ci pone a fianco delle istituzioni sensibili al tema, consapevoli della grande attenzione che c’è tra i cittadini, rispetto alla quale riteniamo sia necessario garantire un’offerta trasparente in linea con la missione di Coop. Favoriremo le buone pratiche di allevamento basate sul benessere animale e su metodologie innovative di gestione degli allevamenti; garantiremo che l’uso degli antibiotici negli allevamenti sia ridotto e limitato ai casi di necessità, eviteremo l’uso degli antibiotici più critici impiegati nelle cure per l’uomo. Lo scopo è di contribuire a ridurre l’antibiotico-resistenza per mantenere l’efficacia delle cure mediche sulle persone”.

Già sugli scaffali la nuova linea di pollo a marchio Coop, ed entro l’estate due referenze di uova: tutti animali allevati senza uso di antibiotici. La nuova etichetta “Allevato senza uso di antibiotici” è presente da alcuni mesi sulle confezioni di faraona, cappone, gran gallo, galletto livornese e pollo all’aperto “Fior Fiore Coop” (per una produzione pari a 2 milioni di capi annui): si tratta di razze a lento accrescimento, allevate a terra secondo standard molto rigorosi in termini di benessere animale e di bio-sicurezza e più resistenti a patologie che potrebbero comportare il ricorso all’uso di antibiotici.

A giorni debutterà la nuova linea di pollo Coop “Allevato senza uso di antibiotici” (si stimano a regime più di 10 milioni di capi coinvolti), a giugno sarà la volta delle uova da galline allevate a terra senza l’impiego di antibiotici (2 referenze, le galline coinvolte sono circa 1 milione e 300mila in un anno) e in gastronomia il pollo Fior Fiore (stima a regime: un milione di polli annui). L’impegno comunque è di lunga scadenza: complessivamente più di 14 milioni di animali coinvolti ogni anno. Dopo il pollame sarà la volta delle filiere di bovini e suini.

@lamarty_twi