La Svezia tassa il consumismo

Tagliare le tasse sulle attività di recupero dei beni di uso quotidiano e aumentare le imposte sugli acquisti di nuovi esemplari, con l’evidente obiettivo ...

Di Matteo Cavallito
Stoccolma, Svezia. Foto: Brorsson (Wikimedia Commons)
Stoccolma,   Svezia. Foto: Brorsson (Wikimedia Commons)
Stoccolma, Svezia. Foto: Brorsson (Wikimedia Commons)

Tagliare le tasse sulle attività di recupero dei beni di uso quotidiano e aumentare le imposte sugli acquisti di nuovi esemplari, con l’evidente obiettivo di favorire il riciclo e penalizzare il consumismo. È il contenuto essenziale della proposta di legge che sarà discussa questo autunno in Svezia su iniziativa dei verdi e dei socialdemocratici in occasione della definizione del bilancio pubblico nazionale. Lo riporta il quotidiano The Local. Il piano prevede il taglio dell’Iva sulle riparazione e l’imposizione di una “chemical tax” per coprire i costi di smaltimento dei prodotti danneggiati o semplicemente obsoleti che vengono abbandonati sempre più rapidamente.

 

“Se vogliamo risolvere i problemi di sostenibilità ambientale dobbiamo lavorare sui consumi” ha dichiarato il ministro per i mercati finanziari e il consumo Per Bolund. La spesa prevista per l’avvio dell’iniziativa, che dovrebbe essere accompagnata da una campagna di informazione, è di 43 milioni di corone, circa 4, 5 milioni di euro. Secondo le stime diffuse dal governo e riprese dallo stesso The Local, il taglio imposte sulle riparazioni dei beni di consumo dovreste costare complessivamente circa 460 milioni di corone all’anno (48 milioni di euro). La “ chemical tax” dovrebbe generare contemporaneamente introiti annuali per due miliardi di corone (209 milioni di euro).

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