Le detenute entrano nell’economia circolare

A Vigevano un progetto per recuperare abiti e tessuti usati da riportare a nuova vita. Dando una chance anche alle "ospiti" del carcere locale

Di Martina Valentini

Tutte al lavoro per le coperte calde della solidarietà. È il progetto #copertacollettiva, avviato a fine 2016 da un piccolo negozio di Vigevano –  L’Antina – dove è possibile acquistare capi di abbigliamento usati, selezionati a prezzi competitivi, nonché accessori ed oggetti realizzati a mano con materiale di recupero, insieme a una piccola selezione di detersivi alla spina a marchio Ecobolle, insieme con Kore Centro Antiviolenza – Laboratorio A Casa di Maru.

All’iniziativa prenderanno parte anche le detenute del Carcere di Vigevano che avranno la possibilità di lavorare alla creazione di quadrati di lana 10×10 e di vederli poi trasformati, insieme con i quadrati prodotti dalla cittadinanza, in coperte calde di solidarietà.

Il materiale da utilizzare non verrà acquistato. È infatti partita nei giorni scorsi presso L’Antina, una campagna di raccolta solidale di lana di recupero, ferri e uncinetti: chiunque lo desidera può portare il materiale per il cucito presso il negozio, nei suoi consueti orari di apertura. La #copertacollettiva, a cui oggi partecipano moltissimi cittadini, è una catena di solidarietà che lo scorso 4 ottobre ha vinto il contest nazionale #DonareMiDona promosso dall’Istituto Italiano della Donazione (IID) in occasione del Giorno del Dono.

Dall’avvio della raccolta sono state realizzate 23 coperte con oltre 3000 quadrati, ed 1 coperta con 7 maglioni infeltriti.

Questo progetto rappresenta un altro tassello messo nella costruzione di quel ponte tra carcere e territorio, grazie alla partecipazione dell’istituto penitenziario a questa bellissima attività di volontariato e in particolare il nostro reparto femminile che non è nuovo alla partecipazione a quel mondo del volontariato che opera alacremente sul territorio vigevanese” ha dichiarato Davide Pisapia, direttore del Carcere. “Questa collaborazione è un’ulteriore prova dell’ingresso dell’istituzione carcere nel circuito del mondo del volontariato, rendendo così più concreta ed incisiva la rieducazione, fine ultimo della pena detentiva, sensibilizzando la realtà esterna a poter considerare la popolazione detenuta una vera risorsa per il territorio circostante. Una collaborazione di tale sorta non poteva che essere accolta con entusiasmo dalle ospiti del reparto femminile della nostra Casa di Reclusione, che così hanno potuto cogliere l’opportunità, tra le altre, di poter continuare ad affermare – seppur da dietro le sbarre – la sensibilità del loro universo femminile e l’importanza della tutela della genitorialità. Pertanto, auspichiamo che la città di Vigevano ci aiuti così a proseguire nella costruzione di quel difficile ponte tra carcere e territorio, difficile, ma non impossibile”.

La solidarietà tra donne” ha aggiunto Nicla Spezzati, Presidente di Kore Centro Antiviolenza – Laboratorio A Casa di Maru, “è davvero una grande opportunità perché crea sempre qualcosa di nuovo ed unisce attraverso gesti e oggetti semplici legati al quotidiano tre grandi prospettive: sentirsi parte viva di un unico progetto che non esclude nessuno ma si arricchisce di esperienze diverse e valorizza la persona; combattere insieme la dimensione dello spreco e ritornare a far vivere cose buttate e inutilizzate nella dimensione educativa del riciclo, riflettendo insieme su come imparare a vivere meglio usando con intelligenza quanto abbiamo a disposizione; promuovere incontri e conoscenza delle varie realtà del nostro territorio che possono diventare  un dono reciproco, combattendo stereotipi

@lamarty_twi

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