Parte 16
Altri Valori

Leggendo s’impara: i libri per evitare gli errori (finanziari) del passato

Valori ha selezionato 10 titoli che spiegano come si è arrivata alla crisi attuale, le sue cause profonde e le possibili soluzioni per evitarne di nuove

Di Emanuele Isonio

«Un’opinione pubblica impreparata è un’opinione pubblica esposta ai rischi di raggiro e incapace di comprendere le conseguenze di scelte finanziarie sbagliate». Il monito è di Simone Siliani, direttore della Fondazione Finanza Etica, intervenuto all’inaugurazione dell’installazione creativa in Piazza Affari il 12 settembre, in occasione dei 10 anni dal crack di Lehman Brothers che ha dato l’avvio ufficiale alla crisi economica. Cruciale seguire le notizie sulla stampa ovviamente. Ma altrettanto importante è scegliersi dei buoni libri, che possano guidare fra i meccanismi finanziari anche chi non è un addetto ai lavori. Certo, non è sempre facile scegliere il testo giusto. Di testi e analisi su recessione, crack, scandali finanziari e possibili soluzioni ne sono stati scritti, in questo decennio, centinaia e centinaia. Non sempre lucide e puntuali. Valori ha quindi selezionato 10 titoli. Per non sbagliare fonte…

1. Fault Lines (Terremoti finanziari)

Raghuram G. Rajan

Foto: Financial Times Flickr, Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

Nell’agosto 2005, dinanzi alla perplessa platea di Jackson Hole, Wyoming, l’allora docente della Booth School of Business della Chicago University e futuro numero uno della Banca centrale indiana, Raghuram Rajan, si permise di “rovinare” la festa d’addio di un mostro sacro come Alan Greenspan pronunciando un discorso carico di pessimismo sul futuro dell’America.

Libro Terremoti Finanziari di Raghuram G. Rajan

Gli eventi successivi gli avrebbero dato drammaticamente ragione. Uscito nel 2010, Fault Lines (Terremoti finanziari nella versione italiana, ed. Einaudi) è uno dei saggi più brillanti sulle contraddizioni americane. Riflettendo sui limiti del sistema educativo statunitense, Rajan individua le cause prime della crescita della disuguaglianza, fenomeno determinante – a sua volta – per l’origine della bolla del credito. Un saggio memorabile.

2. Too Big To Fail

Andrew Ross Sorkin

L’autore Andrew Ross Sorkin. Foto: David A. Grogan Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported

Dallo scoppio della crisi all’approvazione del TARP, il maxi piano di salvataggio del sistema bancario statunitense. Cronaca di un 2008 vissuto pericolosamente tra manager inetti, regolatori e uomini di governo. Editorialista del New York Times, Sorkin, classe 1977, ricostruisce la catena degli eventi attingendo a un materiale immenso fatto di interviste, e-mail e documenti riservati.

Pubblicato nel 2009 (e successivamente anche in Italia), il libro ha ispirato l’omonimo film di Curtis Hanson interpretato tra gli altri da William Hurt, nel ruolo del segretario al Tesoro Henry Paulson e Paul Giamatti, nei panni del governatore della Fed Ben Bernanke.

Il trailer di Too big to fail3. Questa volta è diverso. Otto secoli di follia finanziaria

Carmen M. Reinhart – Kenneth S. Rogoff

Cartoline dalla Grande Depressione: South Dakota, 1936. Foto: United States Department of Agriculture, public domain

La storia economica è come un’altalena: si cresce, ci si indebita, si crolla e si riparte. Per lo meno fino al collasso successivo. Dal medioevo ai giorni nostri attraverso cinque continenti e sessantasei storie, gli economisti Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff dimostrano quanto i collassi finanziari riescano ad essere frequenti e a cogliere ogni volta di sorpresa gli uomini di scarsa memoria.

4. The Subprime Solution

Robert J. Shiller

Pignoramento. Foto: respres Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

Cos’hanno in comune la crisi dei mutui subprime e la bolla azionaria degli anni ’90? Sono entrambe figlie dell’esuberanza irrazionale che ne accompagna lo sviluppo minando nelle sue fondamenta la tenuta stessa del sistema finanziario. Parola del Premio Nobel 2013 Robert James Shiller. I salvataggio sistemici, argomenta in questo saggio uscito alla viglia (agosto 2008) del crack Lehman, sono utili nel breve periodo; ma solo le riforme più ambiziose possono garantire una maggiore sicurezza sui mercati prevenendo così nuove bolle.

5. Bancarotta. L’economia globale in caduta libera

Joseph E. Stiglitz

Joseph Stiglitz. Foto: UNIDO Attribution-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-ND 2.0)

Secondo Joseph Stiglitz, uno degli economisti più noti del Pianeta, la crisi finanziaria del 2008, estesasi in modo impressionante in tutto il mondo, reca su di sé il marchio indelebile delle contraddizioni americane. Dalle scelte sbagliate in economia, alle discutibili politiche pubblico fino al dogmatismo di certi economisti: la crisi svela i limiti del sistema ma è anche un’occasione per un cambio di rotta.

Gli obiettivi? Costruire un nuovo equilibrio tra governo e mercati e, ovviamente, combattere le crescenti disuguaglianze prodotte da una finanza senza regole. Stiglitz, Premio Nobel nel 2001, è stato capo economista della Banca Mondiale e consigliere economico dell’amministrazione Clinton.

6. La crisi non è finita

Nouriel Roubini, Stephen Mihm

Nouriel Roubini. Foto: World Economic Forum Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)

A un anno di distanza dall’intervento del collega Rajan, un altro economista dissidente espresse senza remore le proprie perplessità sulla tenuta del sistema finanziario globale.

Nouriel Roubini è oggi uno stimato docente della New York University e le sue analisi destano sempre enorme attenzione. Ma nel settembre del 2006, quando predisse il collasso del mercato immobiliare americano e il conseguente effetto domino sull’economia mondiale, la platea degli ascoltatori riuniti al Fondo Monetario Internazionale non sembrò dare particolare credito alle sue parole.

Questo saggio, scritto insieme allo storico Stephen Mihm e pubblicato nel 2010, spiega quali fossero gli elementi che lasciavano presagire in anticipo l’avvento della crisi. Una lezione valida anche per la prevenzione delle tempeste future.

7. La grande scommessa

Michael Lewis

La Grande Scommessa – trailer italianoNon sono solo gli economisti di minoranza a prevedere in anticipo le grandi crisi. Alle volte l’intuizione appare all’improvviso nella mente degli operatori di mercato più visionari. Che, ovviamente, sanno trovare in tempi rapidi una strategia utile per fare soldi andando controcorrente.

In questo libro, Michael Lewis descrive l’espansione del mercato dei credit default swaps, i titoli derivati utilizzati per scommettere contro altri titoli strutturati: gli scriteriati CDO che erano stati costruiti sui mutui ad alto rischio.

Il libro ha ispirato la pellicola The Big Short – candidata anche all’Oscar come miglior film – diretta da Adam McKay e interpretata da Christian Bale, Steve Carell, Ryan Gosling e Brad Pitt.

8. The Greatest Trade Ever

Gregory Zuckerman

John Paulson oggiJohn Paulson, lo abbiamo raccontato più volte, è stato il grande vincitore della crisi. In questo saggio, il giornalista del Wall Street Journal Gregory Zuckerman segue gli sviluppi della grande intuizione del finanziere newyorchese che già nel 2006 aveva iniziato a puntare contro i mutui subprime investendo sul mercato dei derivati. A conti fatti, la scommessa frutterà alla sua società profitti per 15 miliardi di dollari.

9. Squilibrio. Il labirinto della crescita e dello sviluppo capitalistico

Roberto Romano, Stefano Lucarelli

Copertina Squilibrio Il labirinto della crescita e dello sviluppo capitalistico

La riscoperta del ruolo dello Stato nell’economia in risposta alle visioni minimaliste e puramente monetariste che caratterizzano il pensiero economico (cosiddetto) dominante. C’è anche questo nel saggio di Roberto Romano e Stefano Lucarelli. L’analisi dei due economisti recupera il contributo dei classici – da Adam Smith a Marx, da Schumpeter a John Maynard Keynes – e analizza i processi economici alla luce di due variabili fondamentali come il progresso tecnologico e la composizione della domanda aggregata. Fuori dal coro.

10. The End of Normal

James K. Galbraith

James Galbraith. Foto: UNCTAD Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)

I bei tempi della crescita facile sono finiti negli anni ’70. L’espansione sperimentata negli anni ’80 e ’90 ha determinato una forte crescita delle disuguaglianza e la crisi del decennio successivo ha evidenziato tutti i limiti del sistema economico contemporaneo.

Non brilla per ottimismo James Kenneth Galbraith, economista statunitense figlio d’arte. Le politiche espansive post crisi, sostiene, hanno impedito il definitivo collasso dell’economia ma non sono state e non potranno mai essere in grado di ripristinare antichi ritmi di crescita e piena occupazione.

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