Ambiente

L’Italia consuma meno ma ricicla di più

L’industria del riciclo continua a crescere, soprattutto nel settore degli imballaggi, dei rifiuti elettronici e della frazione organica, confermandosi pilastro della circular economy, nonostante ...

Di Martina Valentini

L’industria del riciclo continua a crescere, soprattutto nel settore degli imballaggi, dei rifiuti elettronici e della frazione organica, confermandosi pilastro della circular economy, nonostante la riduzione dei consumi delle famiglie e della produzione industriale. La fotografia è contenuta nel rapporto “L’Italia del Riciclo 2015”, promosso e realizzato da FISE Unire (l’associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.
Nel 2014 in particolare il 66% degli imballaggi è stato avviato a riciclo, +2% rispetto all’anno precedente (7.808 milioni di tonnellate riciclate contro le 7.642 del 2013 e le 7.562 del 2012). L’incremento appare evidente in tutte le filiere con punte d’eccellenza nel tasso di riciclo in alcuni comparti come carta (80%), acciaio (74%), alluminio (74%) e vetro (70%), mentre la crescita più significativa la registra il legno (+10% da 1, 4 milioni di tonnellate a 1, 539).
Segnali positivi arrivano anche dalle altre filiere: cresce la quantità di frazione organica raccolta in modo differenziato con 5, 7 milioni di tonnellate e +9, 5% rispetto al 2013; cresce la quantità di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) raccolte (+3% rispetto al 2013) che raggiungono la quota pro-capite nazionale di 3, 81 kg per abitante, di poco inferiore alla soglia di 4 kg fissati come target a fine 2015 (ma nei prossimi tre dovrà essere raccolta una quantità più o meno tripla); si avvicina agli obiettivi europei il tasso di reimpiego e riciclo dei veicoli fuori uso, che raggiunge l’80, 3% (ma è il recupero energetico a mancare l’obiettivo). Mostrano vitalità anche il riciclo degli pneumatici con 129mila tonnellate recuperate e quello dei rifiuti tessili che aumenta del 12% con 124.000 tonnellate.
Capitolo a parte è quello relativo ai rifiuti importati dal nostro Paese che hanno raggiunto 5, 9 milioni di tonnellate, in gran parte costituiti da rottami ferrosi, mentre 3, 8 milioni di tonnellate sono stati quelli esportati. Il paradosso è che 450mila tonnellate di rifiuti importati (circa l’8% di quelli trasportati nel nostro Paese per essere trattati) equivalgono, per volume e tipologia, a rifiuti italiani spediti all’estero, con costi per noi spesso esorbitanti.

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