Luca Lanzalone, l’uomo della Raggi in Acea e di Parnasi sullo stadio

L'avvocato genovese seguiva (gratis) il dossier stadio per il sindaco di Roma, Raggi. Ma intanto l'immobiliarista Parnasi lo aveva a libro paga

Di Emanuele Isonio
Roma, sede dell'Azienda Comunale Energia ed Ambiente ACEA

Avere 21 legali dentro la propria Avvocatura pagati solo per fare gli interessi del Comune, ma affidarsi a un consulente esterno, peraltro senza incarico formale, per seguire un dossier delicatissimo (e segretissimo, visti i niet opposti ai consiglieri comunali che chiedevano di visionare i pareri in merito). A pensar male si farà peccato, ma a mettere insieme la serie di elementi di questa vicenda qualche dubbio emerge.

Soprattutto perché, nel frattempo, il consulente scelto dal sindaco di Roma per trattare con l’AS Roma e i costruttori del megaimpianto di Tor di Valle era stato indicato, dalla stessa Raggi, come nuovo presidente di Acea Spa, la multiutility romana da 2,8 miliardi di fatturato, operante nella vendita di elettricità, gas, acqua e nel settore della trasformazione di rifiuti in energia, di proprietà di Roma Capitale al 51% (altri soci, i francesi di Suez al 23,3% e Francesco Caltagirone al 5%).

La persona in questione, sul cui coinvolgimento nelle trattative-stadio l’opposizione romana ha presentato interrogazioni in consiglio comunale, è Luca Lanzalone, avvocato 48enne di Genova. Uno delle 9 persone arrestate stamattina con accuse pesantissime legate alla costruzione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle.

Dossier scottanti senza nomine formali

Le passate consulenze per amministrazioni di vario colore politico dovrebbero metterlo al riparo da simpatie grilline (lui stesso afferma di non conoscere Grillo o Casaleggio). Ma a Roma approda pochi mesi dopo l’elezione di Virginia Raggi e dopo essere stato suggerito dal sindaco di Livorno, Filippo Nogarin (altro esponente del Movimento 5 Stelle) per il quale ha seguito vertenze relativa alla locale azienda dei rifiuti Aamps.

Anche nella città toscana, Lanzalone aveva lavorato senza atti formali del Comune, salvo poi vedersi accordare incarichi per un totale di 150mila euro.

Basta una “comunicazione” per seguire l’intrigo stadio

A Roma, lo schema si ripete: bando alle formalità, il sindaco Raggi parla genericamente di una “comunicazione” del 10 febbraio nella quale viene chiesto all’avvocato di ”seguire alcune vicende in particolare quella della società Eurnova e quindi dello stadio” senza parlare di compensi, anzi lasciando aperta la porta di una consulenza a titolo gratuito: “in assenza di successivo accordo sul compenso dovuto, nulla sarà dovuto né dal Comune né dai rappresentanti dell’amministrazione comunale beneficiari dall’attività professionale espletata”, afferma Raggi in consiglio comunale. In effetti l’incarico di consulenza non arriva mai. Poche settimane dopo arriva però la poltrona più alta dentro Acea. Una presidenza sulla quale vari dubbi ha sollevato, come azionista critico, la Fondazione Finanza Etica, in merito alla priorità data da Acea ai «profitti per gli azionisti».

«L’avvocato Luca Lanzalone il 10 febbraio ha depositato una comunicazione con la quale veniva da me incaricato di seguire alcune vicende in particolare quella della società Eurnova e quindi dello stadio. E specificava che questa collaborazione si sarebbe formalizzata mediante un accordo con l’assessore all’Urbanistica, che però poi si è dimesso (si trattata di Paolo Berdini, urbanista, che ha lasciato l’amministrazione grillina in polemica per la scelta del sì allo Stadio di Tor di Valle, ndr), quindi non ha potuto trovare formalizzazione. La troverà a breve appena il nuovo assessore, i cui atti saranno formalizzati nelle prossime ore o direttamente domani, procederà a questa formalizzazione». Lo scriveva la prima cittadina di Roma, in risposta a un’interrogazione arrivatele dall’opposizione in Assemblea capitolina.

Un incarico (forse) a titolo gratuito

«Nel frattempo – spiega Raggi – lui specifica che procede ad assistere me e i rappresentanti dell’amministrazione come verrà di volta in volta richiesto, procedendo sin d’ora alla disamina della documentazione rilevante e come già occorso negli incontri a tal fine organizzati. Per quanto riguarda i compensi», la sindaca cita i riferimenti di legge e continua: «La quantificazione viene rimessa al momento in cui l’avvocato Lanzalone avrebbe avuto modo di conoscere meglio la materia. In questa lettera» Lanzalone «precisa che in assenza di successivo accordo sul compenso dovuto, nulla sarà dovuto né dal Comune né dai rappresentanti dell’amministrazione comunale beneficiari dall’attività professionale» da lui «espletata».

Ma perché un superprofessionista dovrebbe accettare di lavorare gratis per risolvere le beghe di un’amministrazione pubblica, peraltro in un dossier spinosissimo? La nomina alla presidenza Acea (successiva alle attività nell’affare-Tor di Valle) potrebbe essere una buona spiegazione: uno scambio di tutto rispetto. Ma dall’ordinanza depositata stamattina dal Giudice per le indagini preliminari Maria Paola Tomaselli emerge ben altro.

Lanzalone al servizio di Parnasi

L’imprenditore Luca Parnasi, proprietario dei terreni sui quali dovrebbe sorgere lo stadio della Roma, “prometteva ed effettivamente erogava in favore di Lanzalone lucrosi incarichi in favore dello studio legame Lanzalone & Partners”. Tre gli esempi indicati nell’ordinanza.

Il primo è la promessa di un incarico “assolutamente inutile e assegnato per finalità corruttiva” relativo all’assistenza a favore della SGR DEA CAPITAL per risolvere il contenzioso con il Comune di Marino sul progetto edilizio denominato Ecovillage. Per l’incarico viene formulato un preventivo per 50mila euro come compenso base, più “ulteriori 40mila euro oltre ad un importo variabile (per diverse decine di migliaia di euro) in base all’esito della prestazione.

Il progetto Ecovillage di Marino

Il secondo è il conferimento di un incarico (compenso base di 12.500 euro) che Parnasi conferisce attraverso una sua persona di fiducia (l’avvocato Mariangela Masi) per verificare la responsabilità di BNL PARIBAS in relazione alla mala gestione dei fondi di investimento erogati dalla banca stessa.

C’è infine un incarico relativo alla “ristrutturazione di fondi legati a un’operazione relativa alla realizzazione presso la vecchia Fiera di Roma di un polo di intrattenimento con uffici e un palazzetto da utilizzare per incontri di basket ed eventi musicali”.

 

 

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