MAPPA / Diritti sindacali: il paradiso è l’Europa

Pensate che le libertà sindacali siano conquiste ormai consolidate nella maggior parte del mondo? La mappa globale racconta uno scenario ben diverso.

Di Emanuele Isonio
mappa DIRITTI SINDACALI da VALORI 153 - novembre 2017

di Emanuele Isonio

mappa DIRITTI SINDACALI da VALORI 153 – novembre 2017

Pensate che le libertà sindacali siano conquiste ormai consolidate nella maggior parte del mondo? Niente di più lontano dalla realtà: su un totale di 140 analizzati sono infatti appena 12 gli Stati che possono vantarsi di garantire ad ampio spettro i diritti collettivi, nei quali i lavoratori possono liberamente associarsi in sindacati e contare su negoziazioni collettive con le aziende.

La classifica è stata stilata dalla Confederazione sindacale internazionale che ha distribuito i vari Paesi in sei categorie, in base alla frequenza e alla gravità delle violazioni. Un “club”, quello dei migliori, che coincide con (parte) dell’Europa occidentale e nordica: dall’Islanda alla Scandinavia, passando per Danimarca, Germania, Belgio, Francia, Austria e Italia.

Per il resto, il rapporto 2017 inanella sonore bocciature, anche nel mondo che dovrebbe fare dei diritti universali una bandiera: l’Australia e, ancora peggio, Stati Uniti e Gran Bretagna (categoria 4). E poi tanti racconti degni dei tempi dei padroni delle ferriere: licenziamenti punitivi, arresti indiscriminati, torture, sequestri, stupri e omicidi. Violenze spesso perpetrate in Paesi e settori dove operano grandi gruppi multinazionali occidentali.

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