Energia

Mulino idroelettrico: via britannica per l’energia del futuro

La ruota del mulino di Dreifa, in Galles, è tornata a girare ma invece che azionare una macina per il grano attiva un microimpianto idroelettrico per ...

Di Redazione


La storia – edificante e quanto mai green – arriva dal Carmarthenshire, in Galles, raccontata dal quotidiano The Observer. La ruota del mulino di Dreifa è tornata a girare ma invece che azionare una macina per il grano attiva un microimpianto idroelettrico per la generazione di energia. Un’applicazione innovativa che recupera una struttura antica e si inscrive in uno scenario che ha visto quadruplicarsi il numero di iniziative simili nel Regno Unito negli ultimi tre anni, con un sempre maggior numero di persone che producono e rivendono elettricità “fatta in casa”, e benché la maggior parte degli impianti idroelettrici funzionino solo per circa il 70% l’anno (quando l’acqua è bassa bisogna attingere l’elettricità dalla rete nazionale).

 

È la versione d’Oltremanica del nostro Conto energia, comprensibilmente ri-modulata a causa della latitudine sullo sfruttamento dell’acqua in movimento più che sui pannelli solari, e in parte ostacolata nella sua diffusione, come accade da noi, dalla burocrazia governativa. Ma se per il mulino di Dreifa c’è voluto l’impegno del proprietario Mike Godsell, che l’ha strappato all’abbandono e alla vegetazione esprimendo la sua vocazione per la green economy ante litteram (era il 1978 quando lo vide e ci sono voluti 10 anni per rimettere la ruota in funzione), l’intero territorio britannico promette grandi risultati energetici attraverso questo tipo di microimpianti, se il governo Cameron saprà trovare le risorse e la volontà politica per sfruttarne il potenziale.

 

Secondo il Department of Energy and Climate Change (DECC), l’Inghilterra e il Galles hanno infatti un potenziale di 248 megawatt di energia idroelettrica non ancora sfruttato (l’Observer cita uno studio secondo cui con 100kW si possono alimentare 50 abitazioni) distribuito su circa 1.692 siti. La maggior parte di questi siti si trovano in Galles e nel nord dell’Inghilterra. La Scozia, che produce già l’85% di energia idroelettrica del Regno Unito, ha un potenziale non sfruttato ancora maggiore: 1.260 mW suddivisi su oltre 7 mila siti. La Scozia, peraltro, ha alzato il proprio obbiettivo di sfruttamento di energia da fonti rinnovabili dal 50% al 80% entro il 2020 (obiettivo che per la Gran Bretagna nel suo complesso è del 15%).

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