Ambiente

Dalle banche 43 mld di dollari alla deforestazione

Se la distruzione delle foreste primarie asiatiche è un grave problema ambientale globale – per il grande rilascio di CO2, la minaccia alle specie animali e la ...

Di Corrado Fontana
Foresta in fiamme, (immagine Free Commons Wikimedia)
Il frutto della palma da cui si ricava l'olio di palma. Public domain da pixabay.com
Il frutto della palma da cui si ricava l’olio di palma. Public domain da pixabay.com

Se la distruzione delle foreste primarie asiatiche è un grave problema ambientale globale – per il grande rilascio di CO2, la minaccia alle specie animali e la perdita di enormi superfici di polmone verde irrecuperabili -, è pur  vero che c’è chi ci guadagna – dai profitti che derivano dalle piantagioni e dal business finanziario che ci gira attorno -.

A puntare il dito sul ruolo non secondario delle grandi banche internazionali in questo business è un reportage online di «The New York Times», che accende i riflettori sulla deforestazione in Indonesia.

A mostrarne gli effetti sono le immagini dei giovani oranghi orfani e in fuga dalle desolanti radure prodotte dall’ incendio delle foreste nella provincia indonesiana del Kalimantan Occidentale. A preoccuparsene, in primis, gli scienziati del Global Forest Watch, che nei primi mesi del 2015 lanciavano l’allarme per la distruzione delle foreste pluviali, dopo aver osservato le immagini satellitari del Borneo.

E tra i principali responsabili del fenomeno ci sarebbe il conglomerato industriale indonesiano  Rajawali Corporation,  noto per i suoi legami con politici potenti e finanziato da alcune delle più grandi banche del mondo. Non a caso la sezione dedita allo sfruttamento di piantagioni di Rajawali si sarebbe assicurata nel 2014 ben 235 milioni di dollari in prestiti da parte di banche come Credit Suisse e Bank of America.

Denaro impiegato per rafforzare la struttura societaria e le sue proprietà terriere, e – soprattutto – facente parte di una somma ben più ampia – 43 miliardi di dollari – elargita dal sistema bancario internazionale a diverse aziende legate alla deforestazione nel sudest asiatico, almeno stando a un’indagine condotta dal Rainforest Action Network con base in California, dalla società di consulenza olandese Profundo e dalla ong indonesiana TuK Indonesia.

Una cifra enorme (43 miliardi di dollari!) quasi certamente incompleta, perché non tutti i finanziamenti sono resi pubblici e perché non tiene conto di finanziamenti destinati a simili attività in altre regioni. Una cifra enorme (43 miliardi di dollari!) che proverrebbe per più di un terzo da banche americane, europee e giapponesi, molte delle quali – ricorda NYT – hanno sottoscritto impegni di sostenibilità che menzionano specificamente la deforestazione.

Un tema di cui Valori si occupa da molto tempo, e che potete approfondire sul sito come anche sul giornale di carta.

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