Ocse: banche, regole più severe non portano meno concorrenza

Una regolamentazione internazionale più severa non nuocerà alla concorrenza tra le banche...

Una regolamentazione internazionale più severa non nuocerà alla concorrenza tra le banche. E un’autorità di supervisione forte potrà contribuire ad una riduzione dei costi dell’erogazione dei crediti a favore di cittadini e imprese. A spiegato è stata l’Ocse, che ha ricordato come la crisi finanziaria e le sue ripercussioni abbiano sottolineato il ruolo vitale che un sistema di regole prudenti ha nel garantire la stabilità economica globale. 

Le osservazioni dell’organizzazione internazionale sono contenute in un rapporto intitolato «Obiettivo crescita», che è stato pubblicato ieri. «È possibile rendere più dura la regolamentazione degli istituti di credito senza che questo danneggi la concorrenza – si legge nel report -, ed è anche per questo che occorre resistere alle pressioni di chi sta cercando di svilire di parte dei loro contenuti i progetti di riforma del settore finanziario». L’analisi econometrica effettuata dall’Ocse suggerisce inoltre come una supervisione più efficace possa contribuire a «ridurre i costi del credito di alcuni decimi di punto percentuale». 

Da evitare, conclude il documento, sono solamente alcune specifiche restrizioni, come ad esempio quelle legate al blocco dei capitali in ingresso nei Paesi. Per questo l’Ocse invita le autorità globali a intensificare la loro azione a favore di una riforma profonda dei mercati, soprattutto in una fase in cui gli sforzi sembrano aver subito un rallentamento.