Finanza etica

OCSE: le imprese pagano sempre meno tasse

Le imprese pagano sempre meno tasse in rapporto alla ricchezza prodotta, un fenomeno che determina una crescente pressione sui contribuenti individuali chiamati, al contrario, a ...

Di Matteo Cavallito
Una riunione dell'OCSE a Lima, 2014. Foto: Ministerio de Relaciones Exteriores de Perú, Wikimedia Commons
Una riunione dell'OCSE a Lima,   2014. Foto: Ministerio de Relaciones Exteriores de Perú,   Wikimedia Commons
Una riunione dell’OCSE a Lima, 2014. Foto: Ministerio de Relaciones Exteriores de Perú, Wikimedia Commons

Le imprese pagano sempre meno tasse in rapporto alla ricchezza prodotta, un fenomeno che determina una crescente pressione sui contribuenti individuali chiamati, al contrario, a versare imposte maggiori a sostegno dei bilanci pubblici. Lo segnalano i dati dell’OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – OCSE). Dallo scoppio della crisi ad oggi (2007-2014, l’ultimo anno per il quale sono disponibili cifre definitive) il peso delle tasse pagate dalle aziende registrate nei 34 Paesi dell’Organizzazione è passato dal 3, 6% al 2, 8% del Pil. Quello della tassazione individuale è salito nel medesimo periodo dall’8, 8 all’8, 9% mentre l’incidenza delle imposte sul valore aggiunto (l’IVA, per intenderci) è cresciuta di 0, 3 punti percentuali passando dal 6, 5 al 6, 8% del prodotto interno lordo.

Nel corso del 2014, la pressione fiscale media nei Paesi OECD ha raggiunto il 34, 4% con un incremento di 0, 2 punti percentuali rispetto all’anno passato (quando era stato eguagliato il record già registrato nel 2000) e una crescita di 0, 3 punti rispetto all’ultimo dato pre crisi (2007). Dal 2009 (quando la pressione si collocava al 32, 7%) a oggi, nota ancora l’analisi, la pressione media nei 34 Paesi monitorati è aumentata ogni anno.

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