Ambiente

Olanda: i fondi “verdi” che amano il fossile

I fondi pensione olandesi più attenti alle tematiche ambientali continuano a investire nel settore fossile perseguendo così una politica incompatibile con gli obiettivi di lungo ...

Di Matteo Cavallito
Global Divestment Day 2015 a Sidney, Australia. Gli attivisti chiedono alle quattro maggiori banche del Paese di abbandonare gli investimenti nel fossile. Foto: ©Abram Powell, Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-NC-SA 2.0)
Una manifestazione a favore del disinvestimento dal settore fossile a Sidney, Australia, nel 2005. Foto: 350.org, Flickr

I fondi pensione olandesi più attenti alle tematiche ambientali continuano a investire nel settore fossile perseguendo così una politica incompatibile con gli obiettivi di lungo periodo fissati dagli Accordi di Parigi sul clima. Lo riferisce il portale specializzato IPE News citando una ricerca dell’organizzazione Fossil Free NL. L’indagine, che ha analizzato il portafoglio di 180 veicoli finanziari ESG (Enviroment, Social and Governance, i pilastri strategici dei fondi responsabili), ha portato alla luce un ammontare totale di 13,4 miliardi di euro di investimenti tra partecipazioni azionarie e obbligazioni emesse da 200 compagnie del fossile alla fine del 2016. A conti fatti si tratta di un aumento di 2,6 miliardi rispetto ai dati del 2015.

A favorire questo apparente paradosso potrebbe essere, tra le altre cose, un discutibile criterio di analisi da parte dei gestori dei fondi. Chiamati a valutare la cosiddetta carbon footprint, l’impatto in termini di emissioni gassose associato alle attività delle imprese del fossile in cui investono, i manager tengono conto delle fasi di estrazione e raffinazione ma non delle successive emissioni che accompagnano il ciclo di vita del prodotto. Come nota Liset Meddens, direttore di Fossil Free NL, “le emissioni di CO2 di una compagnia petrolifera che produce in modo efficiente possono apparire basse, ma il risultato della sua attività è che il combustibile prodotto sarà successivamente bruciato generando quindi ampie emissioni”.
Alcuni fondi olandesi, riferisce IPE News, hanno promesso di ridurre la carbon footprint del proprio portafoglio: ABP e PME hanno prospettato una diminuzione del 25% rispetto ai livelli attuali, PFZW e BPL si sono posti invece il più ambizioso obiettivo del 50%. Troppo poco però secondo Fossil Free NL che, da parte sua, invoca una scelta più drastica e senza compromessi: il pieno disinvestimento dalle compagnie del settore.

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