Paradisi fiscali, impegnate quindici regioni francesi

Quindici delle ventidue regioni della Francia si sono impegnate nella lotta ai paradisi fiscali, nel quadro della campagna collettiva lanciata nel 2009 da numerose associazioni e ...

Di Redazione


Quindici delle ventidue regioni della Francia si sono impegnate nella lotta ai paradisi fiscali, nel quadro della campagna collettiva lanciata nel 2009 da numerose associazioni e sindacati, tra i quali Oxfam France, CCFD, Attac, CFDT e CGT. Si è trattato, dunque, di un importante successo, secondo quanto riportato da un comunicato pubblicato questa mattina dai promotori. Gli enti locali coinvolti sono quelli di Ile-de-France, Centre, Pirenei centrali, Paca, Poitou-Charentes, Auvergne, Rhône-Alpes, Limousin, Champagne-Ardenne, Alsazia, Franche-Comté, Borgogna, Aquitania, Bretagna e Loira.

L’esempio è stato lanciato un anno fa proprio dall’Ile-de-France, la regione francese che comprende la capitale Parigi, il cui consiglio regionale aveva approvato una delibera secondo la quale gli istituti finanziari che vogliono prestare denaro all’ente sono obbligati a specificare (ogni anno) quale sia il loro coinvolgimento negli Stati cosiddetti “non cooperativi”, che rifiutano cioè di siglare convenzioni sullo scambio di informazioni fiscali. Tali Paesi figurano in una lista, comprendente 18 nomi, stilata dallo stesso governo di Parigi.

Grazie a tale metodo, spiegano le associazioni e i sindacati, «è stato possibile ottenere una reale trasparenza. È possibile inoltre rilevare eventuali manipolazioni contabili attraverso le quali alcuni gruppi spostano artificialmente la ricchezza che producono specialmente nei Paesi in via di sviluppo, per portarla in territori considerati “tax havens”. Si tratta di una pratica che priva ogni anno le nazioni povere di 125 miliardi di euro di ricavi fiscali».

Le informazioni chieste dalle regioni transalpine alle banche sono dunque particolarmente ad ampio spettro: ciò che si chiede è credibilità e onestà nei business complessivamente attivi. «È un segnale forte anche per il governo di Parigi, a qualche mese dal summit del G20 di Cannes, al quale chiediamo di adottare delle misure a livello nazionale», hanno aggiunto i promotori.

Iscriviti alla newsletter

Il meglio delle notizie di finanza etica ed economia sostenibile