Ambiente

Parigi, Los Angeles, Amburgo: tre idee di cosa possono fare le città per il clima

Scuole trasformate in "oasi di freschezza" , strade con asfalto bianco, tetti verdi. Nel mondo si moltiplicano le idee per fronteggiare i danni da riscaldamento globale

Di Emanuele Isonio
Un edificio del programma Tetti verdi di Amburgo.

Nubifragi, siccità, ondate di calore sempre più forti e prolungate, fenomeni meteorologici sempre più intensi ed estremi: il 2018 è stato l’anno più caldo per l’Italia dal 1800 e si assiste al susseguirsi di record che non possono lasciare indifferenti. I cambiamenti climatici stanno già da tempo causando danni ai territori, alla salute dei cittadini e alle città che non approntano seriamente politiche di adattamento al clima.

Anche solo considerando il nostro Paese e solo il 2018, i numeri fanno impressione. A snocciolarli è un’indagine realizzata da Legambiente in collaborazione con il Gruppo Unipol:

  • 32 le vittime in 148 eventi estremi che si sono succeduti lungo tutta la penisola;
  • 66 sono i casi di allagamenti da piogge intense;
  • 41 casi di danni da trombe d’aria;
  • 23 di danni alle infrastrutture;
  • 20 esondazioni fluviali.
il bilancio degli impatti dei cambiamenti climatici in Italia nel 2018. FONTE: Legambiente
il bilancio degli impatti dei cambiamenti climatici in Italia nel 2018. FONTE: Legambiente

Gli esperti non sanno più come dirlo: le condizioni climatiche future sono destinata a un costante peggioramento. Gli interventi di adattamento al clima che cambia non sono quindi più rinviabili. Obiettivo: salvare le persone e ridurre l’impatto economico, ambientale e sociale dei danni provocati.

Nella strada verso l’adattamento però le buone pratiche non mancano. Anche perché, a volte, gli interventi utili a ridurre l’impatto di ondate di calore ed eventi meteo estremi sui centri urbani sono più semplici di quanto si pensi. Tre idee in tal senso arrivano da altrettante grandi città: Parigi, Los Angeles e Amburgo hanno portato avanti tre progetti facilmente mutuabili anche nei nostri capoluoghi.

Parigi, le scuole diventano un’oasi contro il calore

Il sindaco di Parigi ha visitato lo scorso agosto la prima scuola trasformata in “un’oasi di freschezza”. Si tratta di un ampio progetto che ha coinvolto 3 istituti nel 2018 ed altri 40 per il 2019, con l’intento di combattere gli effetti del riscaldamento globale per gli studenti.

Lo schema di funzionamento del progetto di resilienza climatica della scuola materna Charles Hermite nel 18esimo arrondissement di Parigi.
Lo schema di funzionamento del progetto di resilienza climatica della scuola materna Charles Hermite nel 18esimo arrondissement di Parigi.

Sono state scelte tre scuole pilota che hanno visto in particolare il loro campo di gioco trasformato, per renderlo meno ostile in caso di ondate di calore. Gli istituti coinvolti sono un asilo nido, nel 12esimo arrondissement, la scuola materna e la scuola elementare della Rue Riblette, nel 20° e la scuola materna Charles Hermite, nel 18esimo. Innanzitutto il bitume è stato trasformato e sono stati aggiunti spazi verdi: 200 metri quadri in tutto contro i 60 precedenti. E per permettere ai bimbi di rinfrescarsi “nell’oasi” è stata collocata una fontana.

Il progetto di resilienza climatica della scuola materna Charles Hermite nel 18esimo arrondissement di Parigi.
Il progetto di resilienza climatica della scuola materna Charles Hermite nel 18esimo arrondissement di Parigi.

L’idea è nata a giugno 2017 per trasformare questa scuola in una “cool island”. Una data non a caso visto che appena un mese prima gli studenti ed il personale hanno vissuto grandi disagi per i forti eventi di calore. Una termografia del cortile mostrava che persistevano aree di calore significative. Quaranta scuole si sottoporranno quest’anno allo stesso lavoro di riconversione ed aggiornamento delle proprie aree esterne con un unico obiettivo: consentire ai parigini di rifugiarsi in caso di ondata di caldo.

Los Angeles dipinge di bianco le strade contro le isole di calore

A Los Angeles si è invece deciso di riverniciare gran parte dell’asfalto stradale per attenuare gli effetti delle ondate di calore, che nelle grandi aree metropolitane come in questo caso porta le temperature a livelli vicino ai 50 gradi centigradi.

La speciale vernice utilizzata rappresenta una delle innovazioni più importanti per combattere le isole di calore e porta benefici anche economici nel lungo periodo, grazie ai risparmi sull’illuminazione pubblica e sui condizionatori.

Il piano tetti verdi di Amburgo

Ad Amburgo un interessante programma di incentivi economici è stato avviato per consentire l’incremento degli spazi verdi urbani e soprattutto per la realizzazione dei tetti verdi.

A questi obiettivi si sono affiancate una campagna di sensibilizzazione per incoraggiare il cambiamento nei comportamenti ed una spinta alla progettazione urbana e dell’edilizia sensibile alle tematiche della risorsa idrica.

In sintesi come risposta ai cambiamenti climatici, uno degli obiettivi di Amburgo è diventare più verde. Come? Con la piantumazione in totale di 100 ettari di superficie con tetti verdi nell’area metropolitana nel prossimo decennio. A questa soluzione si è arrivati dopo aver valutato che i tetti verdi risultano economicamente più vantaggiosi rispetto all’estensione della rete fognaria per far fronte a una quantità maggiore di acqua piovana prevista in futuro.

Alcuni edifici del programma Tetti verdi nei pressi dello Straßenbahnring di Amburgo.
Alcuni edifici del programma Tetti verdi nei pressi dello Straßenbahnring di Amburgo.

Dal 2021 tetti obbligatori per legge

Il ministero federale tedesco fornirà un sostegno finanziario per la creazione di tetti verdi per 3 milioni di euro fino alla fine del 2019. Gli incentivi saranno disponibili per coloro che installano volontariamente un tetto verde prima del 2020. Dopo quella data, Amburgo considererà obbligatori i tetti verdi per legge.

Dal lato della comunicazione ai cittadini la promozione dei benefici risultanti dall’installazione dei tetti verdi per quanto riguarda la ritenzione idrica durante gli eventi di forti tempeste è stato un ostacolo sensibile. Altro aspetto ha riguardato il possibile effetto “negativo” dei tetti verdi nell’attrarre colonie di uccelli. Proprio ad Amburgo infatti una colonia di gabbiani di oltre 5mila individui si è stabilita su un tetto di un edificio industriale, impedendo ad altre imprese di installare tetti verdi.

A tutto ciò si è ovviato con una forte attività di comunicazione nei confronti degli stakeholder focalizzata sui benefici, che senza dubbio superano i potenziali aspetti negativi. Il governo federale tedesco ha sostenuto la strategia come programma pilota all’interno di un più ampio programma federale, fornendo supporto finanziario per assumere personale, networking e trasferimento di conoscenza.

Condizionatori d’aria; i killer dell’ambiente

Condizionatori d’aria killer dell’ambiente: usano il 17% della domanda di energia. Il mercato vale 24 miliardi di dollari. Dall'uso di impianti più efficienti dipendono 90 giga-tonnellate di CO2 in meno e 1°C di aumento della temperatura globale. Qui per approfondire: http://bit.ly/2PQb0Pu

Posted by Valori.it on Wednesday, September 5, 2018

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