Petrolio, è guerra tra la Norvegia e gli investitori

Al centro della contesa la politica fiscale di Oslo, che comprende un taglio delle tariffe sul trasporto di greggio e un rialzo delle tasse sull’...

Una battaglia da 20 miliardi di dollari, la cifra complessiva del giro d’affari dei produttori petroliferi presenti nel Paese. È quella che un gruppo di grandi investitori tra cui il gigante delle assicurazioni Allianz e il fondo sovrano di Abu Dhabi hanno deciso di combattere contro il governo della Norvegia. Al centro della contesa la politica fiscale di Oslo, che comprende un taglio delle tariffe sul trasporto di greggio e un rialzo delle tasse sull’estrazione di gas e petrolio.

 

La scelta del governo norvegese, riferisce Bloomberg, non va giù ai produttori e agli investitori del settore tuttora impegnati a scontare le conseguenze di un rialzo dei costi che non si accompagna ad un adeguato aumento del prezzo del greggio. Il taglio delle tariffe, in particolare, minaccia i ricavi delle compagnie del trasporto destinate, si stima, ad andare incontro ad una perdita pari a 40 miliardi di corone (quasi 5 miliardi di euro). La compagnia assicurativa tedesca Allianz, sottolinea ancora Bloomberg, ha inviato una lettera al primo ministro di Oslo Erna Solberg chiedendo un incontro al più presto per discutere dell’impatto che la revisione di tasse e tariffe avrà sul suo investimento che, ad oggi, ammonta a circa 1 miliardo di dollari. I fondi d’investimento della banca Ubs e alcuni fondi pensione canadese hanno già protestato mentre alcuni grandi operatori del settore, come Statoil ASA, ConocoPhillips, Gdf Suez e Dong Energy, hanno inviato missive analoghe.