Energia

Petrolio, l’India guarda alla Russia

Favorita dal deprezzamento di lungo periodo del petrolio, l’India appare sempre più intenzionata ad espandere le proprie operazioni offshore. Lo confermerebbe l’approvazione di ...

Di Matteo Cavallito
La sede della compagnia petrolifera di Stato Rosneft a Mosca. Foto: NVO (Wikimedia Commons)
La sede della Rosneft a Mosca. Foto: NVO (Wikimedia Commons)
La sede della Rosneft a Mosca. Foto: NVO (Wikimedia Commons)

Favorita dal deprezzamento di lungo periodo del petrolio, l’India appare sempre più intenzionata ad espandere le proprie operazioni offshore. Lo confermerebbe l’approvazione di due investimenti in Russia per un valore complessivo superiore ai 3 miliardi di dollari annunciata oggi dal governo. Nel dettaglio, riferisce il Wall Street Journal, un consorzio di imprese pubbliche indiane acquisirà una partecipazione nei centri di estrazione di Vankor e Taas-Yuryakh, nella Siberia orientale.

 

Il via libera del governo rappresenta una ratifica degli accordi già raggiunti quest’anno dalle imprese coinvolte. L’operazione Vankor porterà tre aziende indiane – Oil India, Indian Oil Corp.   e Bharat Petro Resources   ad acquisire una quota di partecipazione al progetto pari al 23, 9% dalla russa Rosneft per una spesa complessiva di 2, 02 miliardi di dollari. Le stesse imprese sborseranno inoltre 1, 24 miliardi per l’acquisto del 29, 9% del progetto di Taas-Yuryakh.

 

“Gli accordi riflettono il crescente interesse dell’India nell’acquisizione di asset esteri a buon mercato in un contesto ribassista per il petrolio globale” scrive il Wall Street Journal. L’ India, ricorda il quotidiano Usa, è il terzo consumatore di energia al mondo ed importa il 75% del suo fabbisogno petrolifero.

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