Parte 14
Speculazione

Pizzarotti: «Associare il guadagno al tema migranti fa perdere in partenza»

Il sindaco di Parma: col nuovo sistema più emergenze e insicurezza sociale. E sui 5 Stelle: populisti senza valori forti. Vanno dove tira il vento

Di Emanuele Isonio
Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti

Tra le centinaia di sindaci scesi sul piede di guerra dopo l’approvazione del decreto-sicurezza c’è anche chi conosce bene il principale partito della coalizione giallo-verde. Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, è stato infatti il primo amministratore locale di un capoluogo di provincia appartenente al Movimento 5 Stelle. Ed è stato anche il primo grande dissidente del partito di Beppe Grillo, fino alla sua fuoriuscita nell’ottobre 2016. Nonostante questo, viene confermato per un secondo mandato – con la lista civica Effetto Parma – e fonda poi, insieme ad altri sindaci, il movimento Italia in Comune.

Molto critica la sua posizione in merito ai contenuti del decreto fortemente voluto dalla Lega. Ma anche scettico sull’opportunità di rifiutarsi di applicare la nuova legge, come invece annunciato dai sindaci di Palermo e Napoli, Orlando e De Magistris.

Cerchiamo di entrare subito nel concreto: da sindaco riesce a spiegare ai cittadini-lettori che danni riceveranno dal decreto sicurezza?

Le previsioni fatte da esperti del settore, come l’istituto Ispi, ci parlano di un aumento di irregolari nelle nostre città. Non è un caso se i primi a criticare il decreto sicurezza sono stati i sindaci: siamo i primi a dover affrontare l’aumento di persone irregolari sul territorio, con conseguente aumento di situazioni di emergenza.

Per un ente locale e chi lo amministra, quali difficoltà produrrà?

Nel concreto: più irregolari vuol dire che meno persone accedono ai servizi che la città offre, meno opportunità di trovare lavoro e meno disponibilità nel trovare un alloggio: avremo più persone in strada. Più persone in strada vuol dire più insicurezza sociale.

In termini di costi, è vero che diminuiranno o, dati alla mano, si può provare il contrario?

Se si investe meno sull’integrazione, significa che si danno meno possibilità alle città di poterla gestire. I sindaci lavorano quotidianamente per tenere uniti i mondi diversi che vivono e crescono nelle nostre città: depotenziare la gestione è un problema che si ripercuoterà nelle strade e nelle periferie.

Dunque, i cittadini non dovrebbero gioire. Chi è che invece ci guadagna dalle nuove norme, anche a livello economico?

Associare il tema del “guadagno” al fenomeno migratorio è già sbagliato. Pensarlo perdiamo in partenza. Peraltro non è detto che qualcuno ci possa guadagnare. Dobbiamo sempre restare sul concreto senza trovarci necessariamente delle dietrologie. Non parliamo di guadagni ma di soluzioni: una proposta concreta che il presidente Conte dovrebbe valutare è di non smantellare il sistema Sprar per i richiedenti asilo, forse l’unico sistema italiano che in questi anni ha funzionato bene e ha consentito alle città di organizzarsi in modo vivibile dal punto di vista della gestione dei richiedenti asilo.

I numeri del sistema SPRAR di gestione migranti. Dati luglio 2018. FONTE: ministero dell’Interno

Una rete di sindaci ha deciso di non rispettare alcune delle norme contenute nel decreto. È la via giusta per criticare una legge non condivisa?

No. La via giusta è rispettare la legge ma far presente che questa legge è sbagliata e controproducente.

Un’ultima curiosità sull’atteggiamento dei 5 Stelle, suoi ex compagni di partito: la stupisce il loro avallo silenzioso alle posizioni estreme della Lega? È l’ulteriore prova che il movimento ha cambiato radicalmente pelle?

Il Movimento 5 Stelle ha cambiato pelle da anni. Sono uscito esattamente per questo motivo, e all’epoca nemmeno era pensabile un’alleanza con la Lega. Hanno preferito il populismo alla concretezza, saltando di palo in frasca relativamente alle loro idee politiche. Questo è populismo. E il populismo è l’atteggiamento politico di chi non ha valori forti e consolidati a cui aggrapparsi: il populismo va dove tira il vento.

Campagna #Portichiusi, illegalità di Stato

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